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Iniziamo dalla fine. È l’undici maggio 2013, si gioca la finale dei play-off di Northern Premier League (ben 6 categorie sotto la Premier League di Rooney e Van Persie, un nostro campionato di Promozione per intenderci). Per il terzo anno consecutivo è l’FC United of Manchester a giocarsi la promozione in Conference North: dopo 2 sconfitte per 1-0, maturate nei minuti finali, questo sembra essere l’anno buono. Davanti ad un pubblico delle grandi occasioni, paragonabile senza esagerazioni ad un Virtus Lanciano – Cittadella della nostra serie B, l’FC United esce di nuovo sconfitto, per la terza volta consecutiva, stavolta con il risultato di 2-1.

Ma perchè stiamo parlando di questa piccola squadra che dimora nelle categorie inferiori inglesi? Perchè parlare di un club che non possiede nemmeno un suo stadio ma gioca ospite presso le strutture dell’FC Bury? La risposta risale a circa 8 anni prima di questa finale play-off persa.

Nel 2005 si conclude la scalata, iniziata due anni prima, del magnate americano Malcolm Glazer, già owner dei Tampa Bay Buccaneers (NFL), al Manchester United. Le prime mosse della nuova proprietà stanziatasi all’Old Trafford, come spesso accade quando c’è bisogno di innalzare i ricavi per rientrare dei debiti contratti nel processo di acquisizione del club, sembrano rivolti ad allontanare ulteriormente una fetta di tifosi, quelli appartenenti alla working class di Manchester, che non possono permettersi il prezzo del biglietto. La disaffezione di questa parte non trascurabile di supporters di vecchia data ha inizio già negli anni precedenti, a partire dalle restrittive leggi thatcheriane fino ad arrivare ai vari tentativi di acquisizioni del club da parte di Knighton e Murdoch (visto da molti tifosi di calcio inglese come “il male”). L’arrivo di Glazer è quindi la goccia che fa traboccare il vaso e che porterà ad un’idea drastica, fantastica e folle allo stesso tempo.

Già nel 2005 un migliaio di (ex)tifosi dei Red Devils decidono di fondare un nuovo club, ripartire dal basso, dalle basi del football inglese. L’FC United of Manchester, ospite allo stadio dell’FC Bury, si iscrive alla North West Counties Division 2, 9 leghe sotto la Premier League. Ma grazie alla qualità superiore dei calciatori selezionati, l’FC ottiene 3 promozioni consecutive, fino alla Northern Premier League.

Quello che fa dell’FC United of Football una squadra unica, oltre al particolare motivo che ha portato alla sua fondazione, è la composizione del tifo, che è anche il proprietario del club, secondo la formula dell’azionariato popolare. L’FC è una comunità molto unita di amici che condividono la passione per il calcio puro e slegato dalle moderne logiche di mercato: non compare infatti nessuno sponsor sulla maglia rossa della squadra, ma non per questo sono esclusi ambiziosi progetti e obiettivi ad ampio raggio. È infatti già in programma l’inaugurazione del nuovo stadio di proprietà da 5000 posti, per la costruzione del quale sono stati stanziati 5,5 milioni di sterline, di cui 1,7 sono stati raccolti in 17 settimane da 3000 associati e 7000 non associati.

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Questa bella storia che racconta lo spirito ribelle e resistente dei mancusiani è stata trasposta da Daniel Colbourne in uno splendido documentario intitolato “Punk Football”, sottotitolato in italiano dagli amici di trappoladelfuorigioco.it

“Every time F.C. United walks out it’s sticking two fingers up at the way that football is running”

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