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Stadio-Olimpico-Torino

Da che mondo è mondo lo sfottò fra tifoserie sui campi da calcio c’è sempre stato, da quelli polverosi e quasi desolati delle leghe dilettantistiche, a quelli del grande palcoscenico della Serie A e hanno sempre colorato, seppur con qualche eccesso, i sabati e le domeniche pomeriggio degli italiani presenti allo stadio e non, dando anche quel filo di competizione in più che è giusto vedere in una partita di calcio.

Nella storia ci sono stati però anche degli eccessi, che possono variare da un motorino ruzzolato giù dallo stadio San Siro in un acceso derby di Milano, ai cori razzisti nei confronti di calciatori di colore (vedi i casi Zorò ed Eto’o) che hanno portato comunque a conseguenze forse riduttive rispetto alla gravità dei fatti.

Proprio per queste ragioni fa strano vedere la curva del Milan chiusa per cori “razzisti” verso un’altra tifoseria, o la stessa società milanese, rischiare addirittura, come massima pena la radiazione in caso di reiterazione dei comportamenti dei tifosi. E’ assurdo, però, che semplici sfottò possano portare a tanto e fatti ben più gravi rimanere quasi impuniti.

PROTESTE AUTO-IRONICHE – Nel match di ieri sera dell’Olimpico fra Torino e Inter ad un certo punto della gara i tifosi nerazzurri hanno iniziato a levare cori contro diverse squadre, tra cui Napoli, Atalanta e Samp, ma non solo… I supporters nerazzurri infatti, successivamente come riportato oggi da alcune agenzie, hanno cominciato ad insultare anche loro stessi all’urlo di“Milano in fiamme!” “Nerazzurri pezzi di m…”, un po’ come fecero ironicamente anche i tifosi del Napoli nel match contro il Livorno in cui si offesero da soli tramite striscioni. Subito dopo lo speaker dell’Olimpico ha dovuto minacciare la sospensione del match.

Questo è stato, quindi, un modo davvero singolare dei tifosi milanesi di boicottare le nuove norme sulla discriminazione territoriale nel calcio, che come detto, tanto stanno facendo discutere in questi giorni.