domenica, Dicembre 5, 2021

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La dura vita dello steward: 20 € a partita di media

In tempi di crisi anche un lavoro apparentemente semplice e conveniente come quello dello steward rispecchia il momento di congiuntura economica negativa e spesso di limiti culturali e comportamentali degli ambienti nei quali tale figura professionale si trova a lavorare. Quello degli addetti alla sicurezza dello stadio non è affatto un impiego semplice, stando a quanto si guadagna mediamente, oltre ai rischi del caso: considerando il lato economico le entrate non superano mediamente i 30 euro a partita: si va dai 23 di Napoli ai 25 che ad uno steward spettano per controllare il flusso degli spettatori in una partita della Roma. Addirittura con la Lazio non è previsto alcun riconoscimento, mentre la sola Inter rappresenta una piacevole eccezione, con gli steward presenti in occasione delle partite casalinghe dei nerazzurri gestiti da una società privata, ed in quel caso il guadagno è anche piuttosto importante, sui 180 euro a match. Anche con Juventus e Torino la gestione è affidata a privati e c’è una tutela maggiore.

CHI CE LO FA FARE… – Stando alle testimonianze raccolte intervistando alcuni di essi si evince poi la figura media dello steward: solitamente ragazzi e ragazze con una media età di 25 anni, studenti universitari o disoccupati, appassionati di calcio, ai quali l’opportunità di assistere ad una partita della loro squadra del cuore dal vivo sembra compensare lo scarso introito remunerativo previsto. Anche se questo spesso comporta un lavoro svolto con sufficienza: per 20 euro non vale la pena di prenderle e trovarsi nei casini, ecco quindi che nel 90% dei casi i controlli sono sbrigativi e poco accurati, per paura di ritorsioni. E quando manca pochissimo dall’inizio della partita è impossibile contenere il flusso, e non pochi accedono senza biglietto. Eppure la presenza degli steward negli stadi viene preferita a quella delle normali forze dell’ordine proprio per fornire una assistenza più rilassata.

CON IL SOLE E CON LA PIOGGIA – In cosa consiste nello specifico la preparazione di uno steward? Le operazioni condotte sono essenzialmente di filtraggio e prefiltraggio del pubblico che affluisce negli impianti, chi intraprende questa professione, che è comunque saltuaria in quanto si lavoro 4-5 volte al mese, deve frequentare un corso di formazione di 40 ore nel quale apprende nozioni di psicologia, norme anti-incendio e sulla sicurezza in generale, pronto soccorso…altri compiti da portare a termine sono la supervisione dei biglietti nei punti di accesso o la sicurezza sugli spalti, spesse volte incarichi poco piacevoli, oltre a gestire l’afflusso dei fotografi al campo o sorvegliare i cancelli di entrata al campo da gioco, il tutto dovendo fronteggiare qualsiasi condizione climatica in ogni stagione.

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