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Solita sveglia impostata ad un orario assurdo e barilotto di caffè per contrastare i colpi di sonno. Non ne ho bevuto neanche un po’. La gara è stata troppo bella. Jorge Lorenzo l’ha rifatto, per la settima volta. E’ lui il vincitore a Motegi, in casa della Honda. Lo dichiara anche a fine gara con un pizzico di orgoglio.

Il fuoriclasse spagnolo sta tentando in tutti i modi di tenere ancora in vita il Mondiale che, se fosse stato per gli altri, sarebbe già chiuso da tre gare. La vittoria di Lorenzo poggia sulla sua classe immensa tra le curve giapponesi e sul suo acume strategico, è stato infatti uno dei pochi a correre con la morbida posteriore, rischiando sull’attacco di Marquez negli ultimi giri, ma riuscendo sempre a portare la moto in trazione.

Secondo e con un poco di impazienza è Marquez. Doveva aver vinto questo titolo già da qualche gara, eppure sta ancora lottando sul filo dei punti. Ora ne ha 13 di vantaggio, gli basterà arrivare quarto nella gara dell “Ciudad Valenciana” e sarà Mondiale. Ma con un Lorenzo così e con la sfiga che ti corre di fianco, bisogna stare davvero attenti.

Terzo posto e solo gap prestazionale per Pedrosa. Camomillo non è riuscito mai ad attaccare i duellanti in testa, è rimasto buono buono e ha fatto la sua gara normale, un po’ poco per un pilota che da 8 anni si pone come pretendente al titolo. Bautista ottimo quarto posto, sempre positivo in gara anche se realisticamente molto lontano dalla testa della gara. Valentino Rossi è solo sesto. Partito con le migliori intenzioni, dopo aver preso la seconda posizione dietro al suo compagno di scuderia, è andato lungo ad una curva e si è ritrovato in 12esima posizione. Da lì è partita la lunga rimonta, positiva per molti versi, ma che ha evidenziato un non perfetto controllo del mezzo, per capirci, Marquez va lungo e chiude la curva, Rossi va lungo ed esce.

A Valencia ne vedremo delle belle, se qualcuno dovesse tirare giù Marquez non immagino nemmeno il casino che potrebbe uscirne fuori. Lorenzo è chiamato ad un’altra prova di supremazia, se vuole quel titolo Marquez dovrà passare sul suo cadavere.

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