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La rivista specializzata “Psychological Science” ha pubblicato negli Stati Uniti uno studio specifico sull’alimentazione dei tifosi, dimostrando in questo modo come lo sport incida sullo stile di vita di un determinato target di persone. In particolare sono state analizzate le abitudini “mangerecce” di 726 individui appassionati di NFL, il football americano. E si è scoperto che il lunedì che segue le partite la dieta dei supporters risente del risultato della propria squadra del cuore.

MANGIAMOCI SU – C’è frustrazione quando ci si mette a tavola dopo una sconfitta e si preferisce il cosiddetto “cibo spazzatura” per superare il “trauma”; diversamente invece, quando si vince si mangia meglio, con gli individui-campione che hanno mostrato maggiore autocontrollo e quindi anche maggior sapienza nella scelta sul come nutrirsi.

UN PO’ DI NUMERI – I tifosi della squadra perdente consumano in media circa il 28% di grassi saturi in più all’indomani della delusione sportiva, rispetto al ben più basso e salutare 16% dei vincitori. Un altro studio condotto dalla Business School Instead di Fontainbleau, in Francia, attesta più o meno gli stessi risultati mettendo di fronte agli spettatori due partite della Nazionale en bleue giocata contro l’Italia: la reazione ad una sconfitta contro la nostra rappresentativa portava a consumare cibi grassi, in particolar modo cioccolata, al contrario della visione della partita vinta che invece ha portato tendenzialmente a consumare cibo più salutare. Gli autori hanno giustificato in questo modo la scelta: “Ognuno di noi vuole vedere se stesso in gamba, e una sconfitta sportiva minaccia questa percezione e la stessa identità dell’individuo”.

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