martedì, Dicembre 7, 2021

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Emerson Ramos Borges, dall’Eccellenza alla A il risultato non cambia

Mercoledì 30 ottobre. È il 62′ all’ “Armando Picchi” di Livorno e lo scontro tutto granata tra i padroni di casa ed il Torino è fermo sul 2-2 quando il difensore centrale dei labronici, il 33enne Emerson Ramos Borges, alla prima stagione in A della sua carriera, prende palla nella sua metà campo. Supera di slancio due avversari, ne punta un terzo, con un rapido doppio passo si porta la palla sul sinistro e calcia da 30 metri una saetta che si insacca alle spalle di Padelli.

Fortuna? Caso? Osservando la storia calcistica del giocatore in questione non si direbbe.

GLI ESORDI – Brasiliano (classe ’80) dai piedi buoni (tant’è vero che spesso è stato ed è impiegato anche come mediano), Emerson ha mosso i primi passi nella squadra della sua città, il Joinville, cominciando la carriera da professionista nel Caxias con il quale gioca 12 partite e mette a segno 3 reti nell’anno dell’esordio. L’anno successivo ancora “Campeonato Paulista”, tra le fila del Jalesense dove disputa 25 partite realizzando 13 gol. Grazie alla sua ottima annata, il giocatore attira le attenzioni del Palmeiras che lo acquista senza, però, mai mandarlo in campo. Dopo un’annata trascorsa a giocare nella squadra “B” del club di San Paolo, nel 2003 Emerson sbarca in Italia, precisamente in Sardegna.

IN ITALIA – Nella stagione 2003/2004 disputa il suo primo campionato nel “bel paese”, vestendo la casacca dell’Atletico Elmas, squadra dell’hinterland cagliaritano militante in serie D. Un’ annata, a dirla tutta, poco esaltante per il brasiliano, che colleziona 20 presenze senza andare mai a segno. L’ex Palmeiras allora si mette alla prova e scende di categoria, accasandosi, a 24 anni, alla Nuorese, in Eccellenza. A Nuoro rimane tre anni, giocando nel cuore del centrocampo e guidando la squadra alla doppia promozione dall’Eccellenza alla C2 con giocate come questa:

Dopo il quarto posto in C2 nell’annata 2006/2007, Emerson sale di categoria, approdando al Taranto dove sfiora l’accesso in B, perdendo la finale play-off contro l’Ancona. 14 le presenze in maglia rossoblù, condite da 3 reti, due delle quali su calcio piazzato (contro Potenza e Juve Stabia). L’anno dopo sale per la prima volta al nord, trasferendosi al Lumezzane, squadra in cui si afferma definitivamente, rimanendovi tre stagioni, vincendo una Coppa Italia di Lega Pro e totalizzando 88 presenze e 7 reti. Il calciatore è ampiamente sprecato nella terza categoria nazionale e, nell’agosto del 2011, la Reggina se ne accorge, acquistandolo. Guidando la difesa come un veterano, Emerson disputa una grande prima annata di B, prendendo parte a 38 incontri, conditi da due reti. Molto bella quella al Sassuolo che vi proponiamo.

IL LIVORNO – A 32 anni sembra esser destinato a disputare altri tre-quattro anni a buoni livelli in serie B, prima di appendere le scarpe al chiodo. Ma a volte la vita è imprevedibile e un singolo evento, all’apparenza insignificante, può capovolgere ogni certezza. L’evento in questione, per Emerson, è l’avvento sulla panchina del Livorno di Davide Nicola, suo ex compagno di squadra prima e allenatore poi ai tempi di Lumezzane. Nicola lo vuole a tutti i costi e Spinelli lo acquista dalla Reggina per 400mila euro. Il mister  lo schiera prima centrocampista centrale, poi difensore col compito di impostare la manovra, viste le sue grandi doti tecniche. Il Livorno stupisce tutti, conquistando la promozione in Serie A al termine dei play-off, Emerson anche, realizzando 3 gol e 3 assist in 45 presenze e giocando alla grande.

A 33 primavere, dopo 10 anni nelle categorie minori, “il sinistro di Dio” (così è stato ribattezzato il giocatore ai tempi di Taranto) è finalmente approdato in A e, dopo l’eurogol al Torino, ha tutta l’intenzione di stupire ancora. Pensandoci bene ancora non mostra al grande pubblico del massimo campionato italiano il suo marchio di fabbrica, la punizione dal limite…

 

 

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