Chievo-Bologna, lo scontro al vertice

Chievo-Bologna, lo scontro al vertice

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Non esistono partite belle e partite brutte. Il campionato italiano è considerato da molti tra i più difficili al mondo ma anche tra i più tattici ed incentrati sulla difesa. Il bel calcio, nonostante tutto, è presente ovunque ed anche le partite  più noiose nascondono segreti e verità davvero stupefacenti. Ogni giornata di campionato ci regala partite apparentemente senza emozioni: pensate che in questi match regnerà la noia? Siete convinti che i tifosi dovranno cercare le vere emozioni giocando a Ruzzle sui loro smartphone? Vi sbagliate! Il Tattico Molesto vi mostrerà il vero volto di queste gare, convincendo anche i più scettici  ad incollarsi al televisore in barba ai giornalisti che vi suggeriscono di cercare il bel calcio altrove. Per questa puntata abbiamo scelto il posticipo per cui tutti fremono: lo scontro al vertice Chievo Bologna

Sannino è ormai sulla graticola: il suo modulo con 8 difensori non sta producendo i risultati sperati ed il  Chievo è all’ultimo posto. La filosofia di gioco “puntiamo a prendere meno gol degli avversari” risulta avere le sue falle e sta iniziando ad incrinare i rapporti nello spogliatoio degli scaligeri: Sannino ha già più volte redarguito Paloschi, reo di aver invitato Gennaro Sardo a spingere sulla fascia. “Mister se non mi arriva un pallone tanto vale che faccio il portiere” ha affermato il giovane attaccante. Non particolarmente propenso all’umorismo, il tecnico campano lo ha schierato sulla linea di porta, arretrando di due metri il suo raggio d’azione. Il gioco del Chievo ha bisogno però di brio e Sannino conta di scardinare la difesa bolognese provando soluzioni tattiche innovative, puntando sulla fantasia e sul possesso palla : “Pellissier è troppo vecchio per difendere, lo metto davanti così magari intercetta qualche spazzata di Dainelli“.  Allenamento personalizzato per Cesar, Radovanovic ed Hetemaj, che hanno lavorato a parte inseguendo una sagoma di Diamanti con disegnato un bersaglio sul petto. Il capitano Luca Rigoni ha chiesto a gran voce la partecipazione del pubblico in occasione di questo match fondamentale, tant’è che la curva sarà gremita: due scolaresche di Caivano in gita a Verona faranno sentire la loro voce, mentre un nutrito gruppo di passanti a cui Thereau ha regalato biglietti omaggio canteranno cori come se non ci fosse un domani.  Mentre al campo di allenamento ci si prepara alla gara, la società non fa mancare il suo appoggio: Campedelli ha dichiarato “Massima fiducia in Sannino” poco prima di entrare in ufficio per i colloqui con i possibili sostituti. Tra questi il giovane Stramaccioni che, riflettendo sulla qualità principale che ha contraddistinto tutti i tecnici del Chievo tra cui lo sesso Sannino, Corini o Di Carlo, ha elaborato una strategia per poter avere la meglio sugli altri concorrenti. Ecco il video del suo piano micidiale prima dell’incontro con Campedelli, commentato da Antonio Banderas.

A Bologna c’è aria di festa: l’intera squadra si è recata al santuario di San Luca in pellegrinaggio dopo il gol Garics, e la gita fuori porta è stata una piacevole occasione per rinsaldare lo spirito di gruppo. Antonsson ha preso lezioni di barba da Moscardelli, Konè ha aiutato gli addetti al giardinaggio con le sue sforbiciate, Morleo e Cech hanno scoperto insieme quanto lo slovacco ed il crotonese siano simili. Il più contento di tutti è stato però Pioli: dopo la vittoria contro il Cagliari ha dimostrato a tutta Italia che è possibile fare tre gol anche giocando con Cristaldo unica punta. Il tecnico ha però fatto due più due, rendendosi conto che la vittoria è arrivata nella giornata in cui Diamanti era squalificato. Prendendolo come un segno divino, ha deciso di far ripartire il pullman senza aspettare il fantasista di Prato, che è rimasto sul colle passando la notte a calciare punizioni con le pigne. Una volta tornato a Casteldebole, Alino si è però reso conto dell’equivoco, mettendosi a disposizione del mister e dichiarando di essere ansioso di scendere in campo. Pioli, non contento, ha deciso di pagare uno stipendio extra a Sorensen per chiedere a Diamanti di raccontare una barzelletta: l’inevitabile intercalare del toscano allerterà di certo il giudice sportivo, che grazie alla prova tv lo terrà fuori almeno per un’ altra gara. Il d.s. Polenta ha ricevuto i complimenti della società per l’acquisto di Laxalt: il dirigente, oltre ad un cospiquio aumento di stipendio di ben 2 euro e 50, ha ricevuto un invito a cena nientemeno che da Gianni Morandi in persona, ma ha dovuto rifiutare per ovvie ragioni. Posticipo vuol dire grande calcio e trepida attesa: buon divertimento a tutti per questo scontro al vertice!