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capello

Ai microfoni della trasmissione “Radio Anch’io Lo Sport” in onda su Radio Uno, ha parlato Fabio Capello, uno degli allenatori italiani più vincenti in assoluto. L’attuale tecnico della Russia ha espresso la sua opinione a tutto tondo sul calcio internazionale, toccando argomenti come Champions, Mondiale e campionato italiano. Ecco le sue parole, con un’interssante parentesi sugli allenatori italiani all’estero:

Mondiali:E’ difficile che squadre africane o asiatiche possano competere per la vittoria dei Mondiali. L’Europa ed il Sud America continuano ad essere le zone da cui potrebbe uscire la prossima vincitrice. In visione 2018 vedo ancora bene la Spagna che, nonostante un piccolo calo, rimane sempre la favorita. Non sottovalutiamo il calcio tedesco: a livello di nazionale stanno facendo molto bene ed hanno giocatori giovani e promettenti. Anche il loro campionato è diventato di un livello superiore, con tante squadre forti al di là del Bayern Monaco. Se l’Italia parte sfavorita è in larga parte dovuto al fatto che il campionato italiano è inferiore rispetto a quello spagnolo o a quello tedesco.”

L’Italia di Prandelli: “Prandelli ha fatto cose straordinarie con l’organico a disposizione, ma il livello tecnico dei giocatori è ancora lontano dalle nazionali favorite. Ripeto, l’inferiorità del campionato italiano si vede anche e sopratutto in questo. La convocazione di Totti? Chiedete a Prandelli (ride). Al di là di tutto, il Totti di inizio campionato lo vorrebbero tutti, ma a una certa età anche sei mesi cominciano a pesare e tutto va valutato giorno per giorno”

Campionato italiano. Troppe partite ravvicinate? : “Tante competizioni permettono a tanti giocatori di mettersi in mostra. Ovviamente sta agli allenatori essere bravi a gestirli. Chi gioca di meno può avere qualche vantaggio, ma se la rosa è completa la squadra non perde certo di valore con il turn-over. Il campionato dove si gioca più spesso è quello inglese: lì giocano sempre, anche a Natale. Il problema poi è del c.t. che si ritrova i giocatori stanchi alla fine della stagione e l’Inghilterra arriva alle competizioni internazionali sempre sulle gambe. “

La Roma di Garcia: “La Roma puo’ arrivare fino in fondo. Il merito e’ di questo allenatore che e’ riuscito a infondere fiducia ai giocatori, ha detto ‘si puo’ fare’ e i giocatori lo hanno seguito. E’ rimasto De Rossi che e’ una pedina importantissima di questa squadra e Totti ha fatto la differenza. La Roma poi non gioca le coppe e potrebbe arrivare alla fine con successo. Non vorrei che dopo il primo pareggio, invece di godersi quello che hanno fatto…chi conosce l’ambiente romano sa che purtroppo le radio o ti esaltano o sono molto negative, non c’e’ equilibrio. Spero che i giocatori insieme a Garcia si separino dalle polemiche e continuino a fare gruppo come hanno fatto finora”

La Juventus di Conte:E’ una squadra che ha fame, molto diversa da quella che ho allenato io. All’epoca c’erano attaccanti molto più efficaci sotto porta, mentre quelli di Conte sono aggressivi ed efficaci in pressing. Di certo i bianconeri possono lottare per lo scudetto così come in Europa. Ho seguito varie partite del Real Madrid: in difesa concedono molto, hanno sofferto contro il Rayo Vallecano, ma poi partono in contropiede e con quei giocatori lì non ce n’è per nessuno. La Juve però ha le carte in regola per mettere in difficoltà gli uomini di Ancelotti.”

Il Napoli di Benitez: “E’difficile trovare punti deboli in questa squadra. Conosco bene Benitez ed è un ottimo allenatore, ha saputo trovare i giocatori funzionali al suo sistema di gioco ed è in grado di imporre il suo ritmo a chiunque. Se proprio devo trovare un ruolo in cui si può migliorare, dico la difesa. Ci sono buoni difensori ma non ottimi: per vincere bisogna fare questo salto di qualità.”

Il Milan:Spesso quando si sbagliano gli acquisti viene immolato come capro espiatorio l’allenatore o il responsabile di mercato ma non è solo colpa loro. In una stagione del genere bisogna stringere i denti e cercare di ottenere quanto più è possibile. L’errore più grande? Perdere Pirlo. Non si può lasciare un giocatore del genere a parametro zero. E’ difficile creare una squadra competitiva in un mercato internazionale dove ci sono club miliardari come Monaco e PSG. Il livello delle big d’Europa continua ad alzarsi ed è complicato restare in scia. O si trovano giovani ancora acerbi ma con tantissimo potenziale o bisogna investire, ma gareggiare con questi club è impossibile. Per vincere in Italia, invece, serve molto meno. Balotelli? Non lo conosco. Ho avuto Cassano, conoscevo le sue problematiche e sapevo come intervenire. Non saprei cosa serve per mettere in riga Mario.”

Allenatori italiani nel mondo: “Siamo molto preparati tatticamente e sappiamo adattarci ai giocatori che abbiamo in rosa. Siamo molto più elastici di altri colleghi che sono invece abituati a giocare con moduli fissi. Siamo esperti di calcio in tutto e per tutto, forse è per questo che siamo richiesti. Questo genere di allenatore è molto ricercato all’estero e piace molto. Tecnici come Ancelotti, Mancini, Ranieri, Spalletti sono la dimostrazione di quanto possano fare bene gli italiani all’estero.”

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