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Il sospetto che dietro l’esonero di Roberto Mancini al Manchester City dello scorso maggio ci potesse essere l’influenza dei senatori dello spogliatoio dei citizens era già abbastanza fondato. A confermarlo una volta per tutte, però, arrivano le parole di Edin Dzeko al Mirror. Il centravanti bosniaco ha svelato succosi retroscena sull’allontanamento del tecnico italiano, confermando il ruolo centrale avuto dai leader della squadra nel licenziamento del tecnico: «Personalmente ero scontento con Mancini per un motivo molto semplice: non mi faceva giocare quasi mai. Anche quando segnavo e giocavo bene poi mi mandava in panchina. In particolare trovai assurda l’esclusione successiva a una partita col Tottenham nella quale segnai quattro reti».

COLLOQUI PRESIDENZIALI- Come spesso accade, non trovando spiegazioni dall’allenatore, Dzeko si rivolgeva direttamente al presidente del Manchester City, Khaldoon Al Mubarak al quale esprimeva tutto il suo malcontento: «Avevo dei colloqui riservati col presidente, sono certo che, come me, erano in molti a parlare con lui della situazione di Mancini. In ogni caso non ho mai parlato al presidente in presenza di altri calciatori. Quando fu esonerato Mancini e arrivo Pellegrini, il presidente m chiese: “sei contento ora?”»

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