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Matteo_ronchetti

MaiDireCalcio ha approfittato della simpatia e disponibilità di Matteo Ronchetti (giornalista e telecronista sportivo, per anni conduttore di SportItalia24, nonché direttore di pianetamilan.it) per cercare di fare chiarezza su quanto sta accadendo in casa Milan. Tanti i temi toccati, dal “ricambio generazionale” in seno alla società alle prospettive future del club, passando per la posizione in bilico di Allegri e quella sempre più incerta di Balotelli. Ecco l’intervista integrale:

Partiamo da una notizia di queste ore. Sembra che Barbara Berlusconi abbia già scelto i suoi uomini per riportare il Milan ai vertici: tra i tanti Maldini, Albertini, Seedorf, Fenucci e Pradè. Quanto c’è di vero?

“Tanto. Stiamo parlando di voci che si rincorrono da almeno un paio d’anni. Il feeling tra Barbara Berlusconi, Fenucci e Pradè è noto, così come è ufficiale il contatto tra la stessa e Paolo Maldini. L’ex capitano, grandissimo sul campo, sarebbe però una completa incognita a livello dirigenziale, visto che, da quando ha appeso gli scarpini al chiodo, non ha maturato alcuna esperienza. L’esatto contrario di Albertini che, a mio avviso, può essere una carta importante: a differenza di Maldini e Seedorf, giusto per citare un altro dei candidati ad un ruolo dirigenziale, è ormai da parecchio in Figc e si è dimostrato un valido dirigente”.

E Galliani, in tutto questo, dove va a finire?

“Beh, innanzitutto va detto che il rapporto tra Galliani e Berlusconi è ancora molto forte. Troppo, probabilmente, per pensare ad un suo addio così brusco. Non dimentichiamo che l’amministratore delegato dei rossoneri è riuscito a ridurre le perdite da 70 a 6,7 milioni nel giro di pochi anni, riuscendo comunque a centrare sempre la Champions, nonostante l’evidente ridimensionamento. Lo stesso Berlusconi poi, ha manifestato più di un dubbio sulla figlia, ammettendo che “forse non ha ancora l’età”. Cambiare non sempre significa migliorare. Rinunciare a Galliani, inoltre, ed è un dettaglio non da poco, significa rinunciare ad un jolly che ti porta Ibra e Balotelli a 20 milioni e Kakà a zero, tanto per fare qualche esempio. Mi sembra prematuro che il Milan possa separarsi così da uno come Galliani e personalmente credo che Berlusconi farà coesistere per uno-due anni Barbara e l’ad, anche per far assorbire meglio l’imminente ricambio generazionale. In seguito per Galliani potrebbero aprirsi le porte della Lega o quelle di un ambizioso club estero con cui il dirigente lombardo è sempre stato in buoni rapporti, come il Real”.

In molti prospettano anche un cambio tecnico, oltre che dirigenziale: Allegri è in bilico e si fanno sempre più insistenti le voci secondo cui Filippo Inzaghi potrebbe prendere il suo posto già se il Milan non dovesse fare risultato contro il Chievo. È plausibile?

“Allegri è appeso a un filo, questo è certo. Già dopo l’incontro di Arcore della scorsa estate ci fu una sorta di patto  tra Berlusconi e l’allenatore. Il presidente non avrebbe più discusso il tecnico in pubblico, però sarebbero dovuti arrivare i risultati. Il Milan avrebbe dovuto cominciare la stagione a mille (anche perché i giocatori hanno iniziato presto la preparazione per prepararsi ai preliminari contro il Psv) ed essere in grado di lottare per lo scudetto. Sappiamo tutti che non è andata così e, forse, più che la mancanza di risultati, a preoccupare Berlusconi è la mancanza di gioco. Ovviamente le colpe non sono tutte del tecnico, la vita gli è stata complicata da alcune imposizioni, come quella del trequartista, però confrontando l’andamento di Milan e Fiorentina, giusto per fare un esempio, costrette entrambe a ripartire da zero un anno e mezzo fa, Allegri non può certo sorridere. A mio avviso, comunque, il problema è il solito: mancano alternative. Inzaghi non credo sia già pronto e la società correrebbe il rischio di bruciarlo. In sostanza credo che il Milan farà risultato a Verona e proseguirà stancamente con Allegri fino a fine stagione, quando il divorzio sarà inevitabile”.

Certo che i punti di distacco dall’Europa League sono già 10. Dove si trovano gli stimoli per portare a termine una stagione così storta?

“È dura, anche perché quando il Milan prende un annata storta va davvero male, si pensi alle stagioni di fine anni novanta con Sacchi e Capello. Fondamentale è recuperare definitivamente gli infortunati, soprattutto De Sciglio ed El Shaarawy. Kakà sta facendo bene ma deve migliorare la condizione e Balotelli deve tornare ad essere quello dello scorso anno. Senza di loro sarà davvero complicato risalire in classifica”.

Magari, come l’anno scorso, la situazione può migliorare con qualche innesto nel mercato di gennaio (un anno fa arrivò Balotelli). Credi che il Milan si muoverà con decisione?

“Prima dell’avvento di Barbara Berlusconi, onestamente, pensavo che Galliani un colpo in canna ce l’avesse, soprattutto perchè il bilancio annuale della società viene chiuso il 31 dicembre, quindi dal giorno successivo il Milan ha la possibilità di spendere. L’entrata in scena di Barbara, però, complica le cose perché ha messo Galliani nell’occhio del ciclone. Inoltre con l’addio di Allegri a fine stagione, probabilmente sarebbe più sensato assecondare le richieste del futuro allenatore e diventerebbe poco saggio spendere tanto in questo momento. Certo, è solare che al Milan servano rinforzi, in particolar modo in difesa e a centrocampo, dove gli innesti di Rami e Honda, ormai certi, non sono sufficienti, ma la vedo dura”.

Inevitabile la domanda su Balotelli. In queste ore sembra che possa addirittura lasciare il Milan, forse addirittura già a gennaio. Fantasia o ipotesi concreta?

“Sinceramente non escluderei del tutto quest’ipotesi. Berlusconi non è entusiasta del giocatore e lo ha fatto capire a più riprese, già quando arrivò lo definì “mela marcia”. Quest’anno in campo non sta rendendo e, nell’ ottica di un nuovo progetto con una nuova linea dirigenziale e il ritorno ad un certo codice comportamentale, la sua cessione non mi sorprenderebbe troppo. Il Milan, tra l’altro, finora per Balotelli ha pagato una sola rata al City e potrebbe accontentarsi di un’offerta pari a quella con la quale lo ha strappato agli inglesi. Certo è che quest’offerta dev’esserci e non credo che a farla sarà il Chelsea, come sento dire in giro. Mourinho ogni volta che può ne critica gli atteggiamenti, siamo sicuri lo rivoglia con sé?”.

Un’ultima domanda Matteo. Cosa devono aspettarsi i tifosi rossoneri dall’immediato futuro? Possono sognare di tornare ai fasti del passato o devono rassegnarsi ad accettare un ridimensionamento degli investimenti e degli obiettivi?

“Credo che i tifosi del Milan possano stare sereni. La società ha gli uomini per fare bene e i conti in regola, cosa che in questo periodo è fondamentale. Il momento chiave, quello della vera svolta, a mio avviso sarà nel 2016, anno in cui scade il contratto d’affitto dello stadio con il comune e la società ha la possibilità di fare un vero e proprio salto di qualità infrastrutturale. Ripeto, la mia idea è che da qui al 2016 Berlusconi affianchi Galliani alla figlia per far assorbire al meglio questo cambio generazionale e poi rilanci”.

 

 

 

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