La stadio di Palermo, l’impianto dai mille nomi

Claudio Cafarelli
11/11/2013

La stadio di Palermo, l’impianto dai mille nomi

MaiDireCalcio fin dai primi mesi di vita si è contraddistinto per le sue “prospettive alternative”, una visione dello sport più amato dagli italiani, differente rispetto alla maggior parte delle testate o dei blog presenti attualmente. Un esempio pratico è che uno dei tanti aspetti che ci ha sempre affascinato è il nome delle squadre, la loro genesi, la loro storia e l’evoluzione, e proprio questa innata curiosità ci ha spinto a scrivere dell’Inter o della Sampdoria, per citarne due.

Da questa sera, invece, vogliamo dare spazio agli stadi, al luogo dove tutto accade, al tempio di tanti tifosi, l’arena di tante battaglie. Tanti i nomi degli stadi da raccontare, ma quello che forse ha la storia più particolare è sicuramente “La Favorita” di Palermo.

Inaugurato il 24 gennaio del 1932, su progetto dell’architetto Giovan Battista Santangelo, ma completato nel 1948, è stato sottoposto a diverse ristrutturazioni, le più importanti delle quali nel 1984 e nel 1988. L’impianto è di proprietà del comune di Palermo e viene utilizzato, dalla sua inaugurazione, per gli incontri casalinghi della squadra di calcio del Palermo, a parte brevi periodi dovuti a ristrutturazioni.

Il primo nome dell’impianto fu “Littorio”, nonostante il nome “La Favorita” fosse già un punto fermo dei cittadini palermitani. Lo stadio fu costruito in breve tempo dal regime fascista, intenzionato a sostituire l’ormai vecchio campo sportivo “Ranchibile”. Il “Littorio” cambiò nome il 27 giugno 1937 per essere intitolato a Michele Marrone (1906-1937), ex calciatore del Palermo e Ufficiale dei Bersaglieri, deceduto durante la guerra civile spagnola, in seguito alle ferite riportate nella battaglia di Guadalajara. Lo stadio mantenne questa denominazione fino alla fine della Seconda guerra mondiale, ma nonostante tutto era sempre e solo “La Favorita” per coloro che abitualmente frequentavano le tribune.

Al termine della guerra, il nome ufficiale dell’impianto era “Ai caduti di tutte le guerre”, nome suggestivo ma decisamente troppo lungo per uno stadio. I responsabili allora decisero di intitolarlo a Dino Pirandello, giocatore palermitano che morì al termine di un Lazio – Napoli dopo un’iniezione endovenosa. Ma il popolo si sa, è sovrano e la gente di Palermo continuava a chiamarlo La Favorita, dal nome della tenuta di Ferdinando I di Borbone all’interno della quale sorge: “Real Tenuta La Favorita”.

L’estremo tentativo avvenne nel 1945 con la denominazione semplice e mai banale di “Stadio Comunale di Palermo”, ma La Favorita restò sempre sulla bocca dei tifosi fino al 18 settembre 2002 quando lo stadio fu intitolato a Renzo Barbera, presidente del Palermo nel decennio 1970-1980. Da allora sembra che anche i più ferventi tra i tifosi rosanero si siano abituati all’idea. Ma dopotutto quante volte continuiamo a sentire “La Favorita”? Difficile abbandonare il passato, soprattutto ora che trascorrere una giornata allo stadio è diventata un’impresa ardua per tutti, anche per gli habitué