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Soccer: Serie A; Chievo-Milan

Una settimana fa o poco più il Milan a San Siro cadeva sotto i colpi della Fiorentina, si diceva  panchina di Allegri in bilico e querelle Barbara Berlusconi “contro” Adriano Galliani appena scoppiata. Sette giorni dopo poco è cambiato. Il Milan esce dal Bentegodi di Verona con un punticino  che sa di sconfitta perchè guadagnato sul campo dell’ultima della classe che, pur essendo tale, è riuscita a mettere  in difficoltà i rossoneri creando non poche apprensioni dalle parti di Abbiati.

Il modulo scelto da Allegri è lo stesso presentato al Camp Nou pochi giorni prima; un 4-4-1-1 molto denso in mezzo al campo ma che lascia poco spazio a una fase offensiva logica. E infatti per i primi 45 minuti il Milan si ferma al centrocampo, tanto possesso ma tiri verso la porta di Puggioni non se ne vedono anzi, si collezionano calci d’angolo ma i giocatori rossoneri arrivano sempre dopo sulle palle alte, una costante in questa stagione, e le ansie dei clivensi svaniscono in fretta. Nemmeno Kakà, migliore dei suoi a Barcellona, riesce a inventarsi qualcosa in quel marasma di maglie rossonere sulla trequarti che lasciano il povero Matri come unico uomo in area per provare a creare apprensioni tra i difensori di mister Sannino. E non è bastata la semi-reazione vista nel secondo tempo a cambiare l’andamento delle cose; fuori Muntari dentro Robinho per dare più “peso” all’attacco ma il solito problema atavico dell’imprecisione sotto porta si palesa anche stavolta e due buone palle gol, forse le uniche del match, vengono scagliate dal brasiliano su Puggioni e sul palo. Il Chievo avrebbe anche le opportunità di vincere la partita ma un fuorigioco millimetrico di Paloschi e la bravura di Abbiati evitano al Milan forse una punizione troppo dura per quanto visto in campo.

Quel che resta invece è che il Milan non vince dal 19 ottobre, poi solo pareggi e sconfitte per la squadra di Allegri che in queste due settimane di pausa dovrà ricompattare un gruppo che rischia di non avere più obiettivi già a dicembre, la zona Champions infatti dista ormai 15 punti e l’Europa League si allontana a grandi passi. Più che una rivoluzione societaria, di cui tanto si sta parlando e anche a  sproposito, è auspicabile per questo Milan una rivoluzione tattica, operabile solo da mister Allegri, e che possa rendere la manovra rossonera meno macchinosa di quanto apparsa nelle ultime uscite rendendo il gioco meno prevedibile e scontato. Ovviamente anche a livello societario occorre mettere ordine, sapere chi comanda e chi detterà le strategie del Milan del futuro è fondamentale per avere quell’unita di intenti (società, giocatori e tecnici) fondamentale per ripartire.

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