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Chi si aspettava l’esonero di Allegri nella giornata di ieri sarà rimasto deluso nel vedere l’allenatore livornese confermato per la seconda volta in due giorni, la prima già a fine partita col Chievo per bocca di Adriano Galliani. La posizione del tecnico rossonero però non esce affatto rafforzata dal summit di ieri ad Arcore tra il presidente Silvio Berlusconi e i figli (assente Adriano Galliani ma in contatto telefonico costante), tanti gli argomenti ma certamente la situazione del Milan è stato uno di questi.

Le alternative sul tavolo del presidente Berlusconi erano sostanzialmente due: un rampante ma ancora inesperto Pippo Inzaghi al quale la primavera del Milan comincia ad andare stretta, e l’ex tecnico dell’Under 21 seconda classificata all’europeo di categoria in Israele Devis Mangia. Soluzioni rischiose per quanto affascinanti; i precedenti di Stramaccioni e Liverani, catapultati dalla primavera di Genoa e Inter direttamente alla Serie A, non fornivano certo un buon viatico alla candidatura di Inzaghi e il rischio di bruciarlo sarebbe stato troppo alto. Per quanto riguarda l’ex allenatore del Palermo i dubbi su una sua predisposizione ad un’insediamento in corsa su una panchina così importante hanno prevalso sul desiderio di rivedere come tecnico del Milan un “sacchiano” convinto qual’è Devis Mangia. Avanti con Allegri allora, un pò per scelta e un pò per mancanza di alternative credibili.

Passa la linea Barbara Berlusconi quindi; ovvero fiducia al tecnico fino a Natale, indicativamente fino al derby con l’Inter del 23 dicembre a meno di debacle clamorose da qui fino a quella data, poichè tra i mali del Milan Allegri è considerato il meno “grave” di tutti. Ovvero le grandi manovre in seno alla società e anche alla guida tecnica sono posticipate di qualche mese, se ne riparlerà a fine stagione

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