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benitez press conference
Rafa Benitez, allenatore del Napoli, ha parlato al quotidiano spagnolo “Marca” della sua esperienza nel club azzurro sin qui, definita stimolante e densa di soddisfazioni, con un progetto che porterà entro breve il club azzurro a competere per grandi traguardi. Ecco le parole del tecnico iberico evidenziate da :
 
STIMOLI “Allenare a Napoli è una gran bella sfida, differenze rispetto ai club inglesi tanto per fare un esempio ce ne sono: lì hanno strutture molto organizzate, ma il Napoli è altrettanto protagonista, con una società all’avanguardia che ha portato in pochi anni la squadra dalla C1 alla A e riuscendo a recuperare in breve tempo il prestigio di un tempo. Ad oggi la compagine azzurra gode di una rosa forte e non ha debiti di alcuna natura, c’è una oculata gestione finanziaria frutto di tanti sforzi. La strada da fare però è ancora tanta e bisogna continuare a lavorare per bene. Vincere qui sarebbe anche più gratificante rispetto a Liverpool o Valencia, dove esistevano strutture interne al club ben definite, stadi e centri sportivi di allenamento di ultima generazione ed altri fattori tipici dei top club. A Napoli è diverso: il centro di Castel Volturno lo stiamo migliorando ora mentre lo stadio non è di nostra proprietà. Comunque non dimentico i miei trionfi con i club dove sono stato in precedenza. Per me il segreto per lavorare bene è mantenere l’equilibrio, è importante che i tifosi ci appoggino anche quando le cose non vanno bene. Nel calcio italiano ho imparato molto già ai tempi dell’Inter, poi in carriera ho viaggiato molto studiando diversi moduli, dal 4-3-3 ai vari 3-5-2, 5-3-2 e 4-4-2. Nei primi quattro turni di campionato abbiamo giocato contro squadre che adottavano schemi tutti differenti le une dalle altre, questo ti costringe a lavorare a soluzioni ogni volta diverse ma al contempo ti fa crescere”.
 
FILOSOFIA – “Prima del mio arrivo il Napoli giocava in modo diverso, con ripartenze veloci e con l’intera squadra che si metteva al servizio di Cavani. Ora è cambiato tutto, la squadra impone il suo gioco, palleggia di più e fa possesso palla. Secondo le statistiche siamo tra quelli che effettuano il maggior numero di passaggi in Serie A, anche se ci tengo a dire che mantenere il pallone è solo un modo di intendere il calcio, l’altro è giocare in verticale o partire in contropiede, in tutti i modi comunque si può essere spettacolari ed efficaci. Nel mio Napoli non c’è nessun Maradona. Diego era il migliore di tutti, oggi però ci basiamo sul collettivo nonostante alcune importanti individualità come Higuain, Hamsik e Callejon, tra l’altro tutti autori già di un considerevole numero di gol fino ad oggi, e questo è indicativo della nostra filosofia. Ci sono calciatori fondamentali in ogni reparto. Callejon goleador? Già lo conoscevo, non sono sorpreso, il mio compito era solo quello di tirare fuori da lui il meglio. Ora si muove in maniera più intelligente dal punto di vista tattico e del dispendio di energie ed aiuta maggiormente i compagni in ripiegamento, qualcosa va ancora migliorata nei movimenti tra le linee, ma lui è molto intelligente”.
 
I SINGOLI “Higuain? Io e la società siamo molto contenti di quello che sta facendo, specialmente da quando è ritornato dopo l’infortunio. Non solo segna ma partecipa anche alla manovra corale e sa sempre cosa fare, con o senza pallone. Reina? Rende tanto grazie al preparatore Xavi Valero, che lavora con lui ogni giorno da anni, riuscendo a migliorare i dettagli. Del resto quando senti la fiducia di chi lavora con te non puoi che fare bene. Anche Albiol è fondamentale per questo Napoli, un leader della difesa carismatico ed abile. Assimila ogni indicazione alla perfezione e sa trasmetterla ai compagni di reparto, l’unica cosa nella quale deve migliorare è la lingua italiana e poi sarà perfetto”.
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