Incredibile: il francese Belounis prigioniero del governo del Qatar!

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Zahir Belounis, calciatore professionista francese intrappolato in Qatar a causa delle severe leggi sul lavoro del paese mediorentiale, ha scritto un accorato appello agli ambasciatori di Coppa del Mondo, Zinedine Zidane e Pep Guardiola, chiedendo loro di intervenire in suo favore. A Belounis, 33 anni, non è stato permesso di rientrare in Francia da giugno 2012 perché è stato coinvolto in una disputa legale a causa di stipendi non pagati per un totale di due anni con la sua ex squadra, l’Al- Jaish, che gioca nella Qatar Stars League.

In base al sistema kafala che lega i dipendenti ai loro “sponsor”, i lavoratori migranti non possono lasciare lo stato del Golfo a meno che il datore di lavoro si impegni in proposito, e non è questo il caso del povero Belounis, lasciato in un limbo a Doha con la moglie e due figlie . Nella lettera scritta a Zidane e Guardiola, entrambi ambasciatori attivi per la candidatura poi avallata del Qatar alla Coppa del Mondo 2022, Belounis dice che sta “vivendo un incubo negli ultimi mesi a causa di un sistema che è lentamente mi sta uccidendo. Centinaia se non migliaia di altri soffrono allo stesso modo”, e fa appello ai due esponenti del calcio mondiale a fare tutto il possibile per aiutarlo a fuggire dal Qatar.

“So che è Zidane e Guardiola hanno prestato la propria immagine in qualità di ambasciatori per i Mondiali del 2022 in Qatar”, ha detto Belounis nella sua lettera aperta . “Hanno fatto questo con buone intenzioni, ma la realtà è che se il Qatar non ammoderna il proprio sistema giuridico ed amministrativo allora ci saranno centinaia, forse migliaia, di persone intrappolate qui”.

Belounis riconosce l’impegno di coloro che cercano di organizzare la Coppa del Mondo, che rischia anche di essere spostata nei mesi invernali per evitare il caldo estivo, e dice che il Medio Oriente merita di ospitare il torneo, ma aggiunge: “Chiedo di usare la vostra influenza come ambasciatori del calcio per parlare di ciò che sta accadendo a me ed a molti altri giovani qui in Qatar. Abbiamo bisogno di persone come voi, che amano lo sport e la sua buona immagine, per fare sentire la nostra voce”.

Il sindacato dei giocatori a livello mondiale, la FIFPro, ha affermato che Belounis è stato costretto a vendere la maggior parte dei suoi averi e che le risorse finanziarie in suo possesso cominciano a scarseggiare. Nemmeno l’intervento dell’ambasciata francese è stato sufficiente per convincere l’ex squadra di Belounis a testimoniare per concedergli un visto di uscita. Il giocatore credeva che gli sarebbe stato permesso di tornare a casa lo scorso fine settimana dopo aver firmato un documento che attesta la sua rinuncia ai salari non pagati che gli spetterebbero, ma è stato poi chiesto a Belounis di firmare un altro documento ben più sospetto secondo cui sul capo dell’atleta francese sarebbe potuta sorgere una ulteriore imputazione di diffamazione. Documento che Belounis non ha accettato di firmare. Anche il presidente francese, Françoise Hollande, si è interessato alla vicenda, e la Fifpro questa settimana ha scritto a Sepp Blatter, in visita in Qatar lo scorso fine settimana, sollecitando il numero uno della FIFA ad intervenire. Lo svizzero ha manifestato preoccupazione per la precaria situazione di Belounis.

Ma qualche giorno fa la stessa FIFA ha detto che non poteva fare niente per aiutare Belounis perché questi aveva presentato un reclamo legale nei tribunali qatarioti piuttosto che alla Camera di Arbitrato del massimo organismo calcistico mondiale. Questo il comunicato FIFA: “La  FIFA ha pieno rispetto dei diritti umani fondamentali e chiede che le sue associazioni dei paesi ad essa consociati e nei quali avvengono o dovranno avvenire manifestazioni ufficiali li rispettino allo stesso modo”, ribadendo la propria impossibilità nel poter intervenire favorevolmente a livello giuridico. E sempre la Fifpro ha affermato di essere a conoscenza di molti casi analoghi che riguardano giocatori ed allenatori in una posizione simile in Qatar.

Zinedine Zidane si ritiene sia stato pagato quasi 2 milioni di sterline per essere un ambasciatore per la candidatura del Qatar alla Coppa del Mondo 2022 e ha contribuito a rilanciare la campagna in un momento cruciale in seguito ai dubbi sorti per la disputa della rassegna circa la logistica e il caldo estivo bruciante, che stanno causando parecchie discussioni.

Guardiola, l’allenatore del Bayern Monaco, ha giocato in Qatar per due anni, verso la fine della sua carriera e si pensa che abbia giocato un ruolo chiave nell’approfondire i legami tra il braccio di investimento del Paese mediorientale ed il Barcellona, sua ex squadra. Il club catalano ha abbandonato la sua politica di lunga data di non affidarsi a degli sponsor sulla propria divisa da gioco propendendo per un accordo con Qatar Foundation prima e Qatar Air poi. Il team di offerta del Qatar 2022 ha speso milioni di dollari in ambasciatori che comprendeva anche l’ex centrocampista dell’Olanda Ronald de Boer come parte di una spesa folle senza precedenti per garantire la Coppa del Mondo al Qatar, ottenuta nel dicembre 2010.

James Masters, un giornalista della CNN che ha contribuito a pubblicizzare la situazione di Belounis , ha affermato questa settimana che il giocatore era vicino al suicidio per la situazione in cui si è trovato coinvolto, e molte organizzazioni per i diritti umani hanno avvertito che il sistema kafala che ha lasciato Belounis intrappolato a Doha ha anche contribuito alla sofferenza dei lavoratori migranti nel settore delle costruzioni, sostenendo che fino a 4.000 operai potrebbe morire prima della Coppa del mondo del 2022 .

Ed è quanto ribadisce anche Belounis nella sua lettera-denuncia : “Io non sono il solo in questa situazione, molti lavoratori che sono qui per costruire gli stadi per la Coppa del Mondo 2022 rischiano di ritrovarsi nella stessa condizione”.

Infatti tanti lavoratori emigrati da altri Paesi sono costretti a firmare la loro rinuncia di salari non pagati prima di poter lasciare il Qatar. Un’indagine mostra che decine di persone, soprattutto immigrati nepalesi, sono morti soltanto negli ultimi mesi in condizioni che rasentano la “schiavitù moderna”. Belounis ha detto di sperare che, come ex giocatori ed ora genitori , Zidane e Guardiola solidarizzino con lui: “Immaginate cosa sto passando ogni giorno in una casa che è mezza vuota, perché quando mi hanno promesso che mi avrebbe dato il visto di uscita nel frattempo ho venduto i miei mobili, e quando vedo lo sguardo negli occhi delle mie figlie provo vergogna, mi sento disgustato con me stesso per averle trascinate con me in questa assurda situazione”. La Qatar Football Association però ha clamorosamente smentito le affermazioni di Belounis , dicendo che lo aveva aiutato a recuperare gli stipendi non pagati quando ha giocato per un altro club del paese, ma che non aveva mai presentato una denuncia in merito all’Al-Jaish. Nel frattempo si spera in un aiuto dall’alto, e presto.