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Presidente che vai usanza che trovi, il mondo calcistico non fa eccezione per quanto concerne gli organigramma societari e, indubbiamente, è costretto anch’esso a piegarsi a suddetta definizione. Il presidente è il simbolo della società, figura in cui il tifoso si rispecchia  e in cui il giocatore va cercando risposte e motivazioni. Inutile sindacare sull’importanza di rimanere vicini alla propria “creatura”, in un mondo sempre più mediatico, in cui gli affari sono fatti non solo di numeri ma anche di emozioni, disponibilità e soprattutto d’impegno, lo sa bene la Fiorentina, lo sanno ancora meglio i Della Valle, che per più di una stagione erano rimasti ai margini dell’ambiente viola lasciando tutto al factotum Corvino con i risultati che tutti hanno potuto notare. Essere imprenditori di se stessi in un certo qual modo, il calcio ha bisogno di sentirsi coccolato e un presidente o patron che riesce a dimostrare e ricordare sempre la propria presenza trasmette solidità e motivazione a tutti i propri dipendenti oltre a dare un’immagine compatta del giocattolo agli addetti ai lavori.

INTERVISTA “Tutti stanno lavorando molto bene, faccio i complimenti a mio fratello, al presidente e alla dirigenza, a Montella e ai ragazzi. Stiamo crescendo bene, ma dobbiamo fare ancora molto per migliorarci. Però la squadra ci fa divertire e questo è importante. Con Gomez ci potremmo divertire ancora di più. Rossi? Al di là del giocatore, è un ragazzo molto in gamba, per bene e che mi ha fatto una grande impressione. Ci sono persone molto serie nel gruppo. Rossi si merita la nazionale, siamo contenti per lui e speriamo possa dare una mano sia all’Italia che alla Fiorentina. Ecco allora le parole incoraggianti di un Diego Della Valle non più figura nell’ombra, come lo è stato da dopo Calciopoli, ma patron accanto al fratello Andrea, vero presidente ormai tifoso, pronto quindi a godersi la propria squadra sia dal punto di vista sportivo che imprenditoriale.

La dirigenza viola trasmette quindi un bel segnale di stabilità ai propri tifosi e dipendenti, se da un lato il calcio italiano deve vedersela con la crisi di squadre come Milan e Lazio, e al passaggio del testimone tra Moratti e Thohir, dall’altro si può evidentemente contare sul nuovo corso del progetto viola, la rivoluzione operata in poco più di due anni e i conseguenti risultati non possono che far ben sperare per il futuro.

MARIO GOMEZ Proprio l’attaccante tedesco ricordato dallo stesso Della Valle, lo avevamo lasciato in piscina ad inizio riabilitazione, ne abbiamo seguito gli sviluppi una volta tornato ai Campini per gli allenamenti, da ieri è ufficiale, anche se la società attenderà la giornata di domani per divulgare la notizia, ma la risonanza magnetica fatta in Germania dallo specialista che ha visitato SuperMario ha dato esito negativo. Gomez è quindi sulla via della guarigione, la sosta per le nazionali in tal senso è stata manna dal cielo, come del resto per buona parte della squadra viola (dovrebbero essere nuovamente disponibili anche Pizarro e Ilicic), per lui si parla di convocazione per il prossimo incontro al Friuli contro l’Udinese, da escludersi però un suo impiego dal primo minuto, il rientro sarà graduale, verrà gestito anche nella partita di Europa League contro il Pacos, per poi essere quasi definitivo per l’incontro casalingo contro l’Hellas Verona; lo stesso staff viola non ha assolutamente intenzione di mettere a rischio il proprio terminale offensivo per il quale ha dovuto attendere quasi due mesi da quel triste pareggio ottenuto con il Cagliari in casa.