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Aveva destato curiosità ieri un tweet postato dall’ex milanista Kevin-Prince Boateng dedicato a Burak Karan, un suo ex compagno di squadra nelle rappresentative under 16 e 17 della Germania, che da alcuni anni ormai accoglie numerosi figli di immigrati nelle proprie rappresentative nazionali. Così ha scritto Boateng: “R.I.P. mio fratello Burak! Non dimenticherò mai il tempo insieme, eri un vero amico! In gioventù c’è stato un rapporto molto stretto, poi non so quel che è successo dopo e non posso cambiarlo!”.

LA SCELTA – Burak Karan è morto a 26 anni lo scorso ottobre, dopo che nel 2008 aveva lasciato il calcio per diventare un combattente islamico. E’ una storia incredibile, che vede come protagonista un vero e proprio talento del calcio, messosi in luce con Amburgo e Hannover oltre che con le maglie delle selezioni giovanili tedesche giocando anche con Sami Khedira del Real Madrid oltre che con Boateng.

CHIAREZZA – Ma gli ideali nei quali credeva lo hanno persuaso a smettere col calcio e ad impugnare le armi in nome della fede. Il ragazzo è morto combattendo in Siria, in un’esplosione causata da una bomba nei pressi di un villaggio al confine con la Turchia, secondo quanto dichiarato da un fratello al giornale tedesco Bild. La famiglia di Burak Karan però vuole vederci chiaro, non convinta della svolta religiosa dell’ex prodigio del calcio tedesco.