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La matematica non è un’opinione. Un dogma che riscuote successo in ogni ambito della vita, figurarsi nel calcio dove trova la sua massima espressione nell’equazione pallonara “I campionati li vince la miglior difesa”. Tutto vero, tutto giusto. Ma come si fa a stabilire quale sia effettivamente la miglior difesa? Il metodo classico (spicciolo ma spesso efficace) è quello di contare il numero di gol subiti. Chi ne prende meno ha la miglior difesa, di conseguenza vince il campionato. Ragionamento logico impeccabile.

Tuttavia pur non essendo opinabili, i numeri qualche volta mentono. O meglio: non dicono proprio tutto. Ma come si può confutare una tesi supportata da numeri (inopinabili)? Semplice, con altri numeri.  Si sa quando si subisce un gol le cause possono essere molteplici per esempio una disattenzione difensiva, un fuorigioco fatto male, un errore arbitrale, un’incertezza del portiere, un colpo di fortuna, un tiro sporco, un gollonzo, il tiro della domenica. Chi più ne ha più ne metta.  Un buon modo per eliminare l’incidenza di queste variabili è quello di considerare il numero di tiri subiti. Attenzione, tiri non tiri in porta. Qualsiasi conclusione verso la porta avversaria, onde evitare dibattiti sul quoziente di pericolosità di ogni battuta a rete.

Ebbene se si considera proprio questo dato, quello dei tiri subiti, la classifica delle migliori difese tra le top 5 del nostro campionato, quelle che evidentemente si contenderanno il titolo, muta sensibilmente. Considerando i gol subiti (il metodo classico) la palma di miglior difesa spetterebbe alla Roma in virtù delle appena tre marcature subite. Alle spalle dei giallorossi troviamo Juventus e Napoli, rispettivamente con 10 e 11 reti concesse agli avversari, seguite da Inter ,con 12 gol al passivo, e Fiorentina con 14. Esattamente la classifica del nostro campionato.

Tuttavia applicando il metodo dei tiri subiti, come detto, lo scenario cambia. Non per la Fiorentina che tra le prime cinque, oltre ad essere la squadra col maggior numero di gol subiti, è anche quella che subisce più tiri, ben 153 nelle prime dodici giornate per una media di quasi 13 tiri a partita. Poco meglio dei viola ha fatto il Napoli di Benitez che in questa particolare classifica fa un passo indietro rispetto a quella reale collocandosi al quarto posto per effetto dei 151 tiri incassati, 12.5 a partita. Al secondo posto si assiste poi ad un clamoroso ex aequo. Roma e Inter sono appaiate con 135 conclusioni concesse agli avversari, 11.25 mediamente per ogni singolo match. Il dato diventa interessante se paragonato a quello della Juventus. I bianconeri pur avendo subìto 10 reti, 7 in più della Roma e appena una meno del Napoli, sono di gran lunga la miglior difesa (sempre seguendo il metodo non tradizionale) della serie A. I tiri scagliati verso la porta bianconera in questa prima tranche di campionato sono appena 95, ben 40 meno della Roma e addirittura 56 in meno del Napoli. Anche la media, ovviamente, sorride agli uomini di Conte faticando (e non riuscendo) ad arrivare agli 8 tiri per partita.

Naturalmente anche questi numeri, pur essendo di diritto inopinabili in quanto numeri, si prestano a molteplici interpretazioni e ognuno fornirà la propria. Forse la spiegazione più importante è proprio quella che mostra quanta incidenza ci sia delle variabili sopra citate sul numero di gol subiti. Pertanto, appare limitativo fermarsi a contare quante volte un portiere raccoglie la palla in fondo al proprio sacco. In ogni caso la “vittoria” dell’uno o dell’altro metodo si potrà sancire solo a fine stagione. Solo allora, infatti, si potrà innanzitutto vedere se la massima della miglior difesa che vince il campionato sarà rispettata. Ma soprattutto, qualora lo fosse, si potrà finalmente scoprire se la miglior difesa si sarà guadagnata questo titolo secondo il metodo classico o secondo quello qui proposto. O, perché no, magari avrà messo d’accordo tutti prendendo meno gol e meno tiri degli altri. Ai posteri l’ardua sentenza.