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La lunga trattativa, poi naufragata, che avrebbe potuto portare il centravanti del Galatasaray, Burak Yilmaz, alla Lazio, ha avuto degli strascichi politici. A distanza di quattro mesi infatti il nome del presidente biancoceleste Claudio Lotito è finito sui documenti ufficiali del Ministero degli Esteri turco dopo che la stessa società romana aveva fatto intendere come l’intercessione poco gradita dell’ambasciatore di Turchia in Italia, Hakky Akil, abbia pesato in maniera negativa sul fallimento delle trattative.

IL CASO – E’ Ahmet Davutoglu, ministro degli esteri del gabinetto Erdogan, ad affermare che “la legge turca prevede che le ambasciate non siano solo un luogo preposto alla protezione dei cittadini turchi e delle persone giuridiche verso cui ci sono dei doveri in terra straniera. Esse ricoprono anche il ruolo di protettori di atleti e società sportive. Lotito preferì affidarsi ad un noto manager per un rapporto più personale in grado di dargli, secondo lui, terreno fertile per la trattativa”.

ESAGERATI – Strascichi ulteriori non dovrebbero esserci, Lotito non rischia ovviamente nulla e ha pensato solo a tutelare i propri interessi e quelli della Lazio, come più volte ripetuto in seguito al mancato accordo per portare Yilmaz in Italia. Eppure c’è di parla addirittura di crisi diplomatica per questo episodio…