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E’ un Vincenzo Montella in grande spolvero per quello che ci lascia intendere l’intervista della Repubblica a firma di Benedetto Ferrara, il tecnico gigliato ha risposto a numerose domande, le più spinose sul mercato, il contratto dei dirigenti viola di cui si parla molto, il valore tattico di Mario Gomez e non ultimo il futuro di Juan Guillermo Cuadrado. Ecco allora il tecnico viola presentarsi con il suo solito tono tranquillo «Mi raccomando, voliamo basso. Non mi piacciono le celebrazioni, non sono nel mio stile».

INTERVISTA Ok, Montella: voliamo basso. Anzi, in basso, nella pancia del Franchi, negli spogliatoi. Cosa ha detto alla squadra durante l’intervallo di Fiorentina-Juventus? «Ragazzi, è ancora tutto aperto. Un episodio, ho detto. Un episodio può bastare per riprendere in mano questa partita».

Tutto questo col tono pacato che conosciamo oppure in quei momenti spunta un altro Montella? «Io sono sempre la stessa persona. Non conta alzare la voce, ma crederci davvero».

E dopo Fiorentina-Napoli? Roba da prendere a calci gli armadietti. «Tanta rabbia. E per un po’ ho temuto che quello che era successo potesse rovinare molto del lavoro fatto. C’era una sensazione di impotenza da togliere subito di mezzo».

Missione compiuta. Brillantemente. «Sì. E Andrea Della Valle è stato decisivo. Dopo la partita. E la mattina dopo. Le sue parole hanno riacceso gli occhi di tutti».

Ma lo sa Montella che ora circola una battuta del tipo: il ritorno di Gomez potrebbe creare dei problemi tattici. C’è chi scherza. Ma anche chi sembra serio, quando lo scrive sui social. «Sì, sì. L’ho sentita anche io. Beh, sarei felice di vivere con dei problemi di questo tipo. Mario è un giocatore straordinario. E non dico tanto per dire».

Allora ci spieghi. «Quando a Genova, sul 4-2, per qualche minuto abbiamo sofferto un po’, ho visto Gomez tornare e mettersi a difendere insieme ai compagni. Sapevo che era un attaccante forte, ma in quel momento ho capito che è un giocatore di grandissimo spessore. Uomini così ti cambiano la vita».

E anche il modulo? Per dire: col tedesco si torna all’idea di partenza, con due punte. «Sinceramente non ci ho ancora pensato. Quello che so è che lui e Pepito devono stare vicini. Poi le soluzioni possono essere diverse».

Senta Montella: possiamo dire che Rossi in Italia è il più forte che c’è? «Se ci penso dico che è difficile trovarne uno più forte di lui».

Si può dire che Montella è un umile ambizioso? «Per me umiltà e ambizione sono la stessa cosa. Le facce della stessa medaglia. Me lo ha insegnato la vita. Me lo ha insegnato mio padre, che non si è mai riposato».

E la Fiorentina dove può arrivare? Questo sembra un gruppo pronto o quasi per il grande obiettivo. «Già, ma non è affatto facile. Se a vincere sono quasi sempre le stesse un motivo ci sarà».

E l’Europa League? Potrebbe essere un traguardo alla portata della Fiorentina? «Non è semplice, però una cosa è certa: se a un certo punto della stagione siamo ancora in ballo allora una scelta la faremo per forza».

Del mercato di gennaio ne avete parlato? Lei ha richieste particolari? «Ne parleremo presto. Se teniamo conto che le avversarie europee diventeranno sempre più forti, anche noi, pensando al turn over, qualche ritocco dovremo farlo».

Si parla molto anche dei contratti di Pradè e Macia. Secondo lei è importante mantenere unito un gruppo che fino ad oggi ha ottenuto ottimi risultati? «Non è solo importante. Direi che è necessario».

Senta Montella, ma sarà possibile tenere Cuadrado per un’altra stagione? «Non lo so, io spero che resti. Ma se dovesse andare via arriverebbero molti soldi per fare una Fiorentina ancora più forte. Quindi sono sereno».