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Leonardo, ex allenatore di Milan ed Inter nonché direttore sportivo da non molto tempo dimessosi dalla carica al Paris Saint-Germain, ha concesso una lunga intervista all’edizione odierna de “La Gazzetta dello Sport”. Il brasiliano ha parlato di una chiusura netta ai rossoneri mentre non ha escluso la possibilità di fare ritorno tra i ranghi nerazzurri. Ecco quanto evidenziato da Maidirecalcio.com:

NON PER VANTARMI…- “Il Paris Saint-Germain con me come ds sul mercato ha speso meno di Real Madrid, Barcellona, Chelsea e Manchester City. E credo che Thiago Silva Verratti siano stati acquistati non per tantissimo. Capisco che, dopo aver vissuto tutta la vita in società ricche, il mio nome sia legato ai soldi e alla possibilità di spendere, ma non c’è solo questo nella mia visione di calcio.Se il PSG dovesse vincere la Champions League si tratterebbe di una vera e propria impresa sportiva”.

SQUALIFICA – “E’ stata profondamente ingiusta, prima di tutto perché la presunta spallata che io avrei dato all’arbitro non è stata volontaria, e poi perché è stata una reazione esagerata da parte di Lega e Federazione francesi, fatta apposta per colpire me ed il PSG. Si è trattato di una sanzione politica, per me è stato tutto molto doloroso, ma per fortuna, strascichi legali a parte, è finita”.

FUTURO – Ho accumulato esperienza e vedremo cosa succederà, ma un ruolo dirigenziale implica un lavoro politico e il lato politico della questione non mi piace. Voglio vivere lo sport, quindi tornare a fare l’allenatore, perché no? Io mi sento legato alla costruzione di una squadra. Al risultato. Non mi piacciono certi rapporti politici e non mi è piaciuto neppure come si è comportato Platini nei miei confronti. E’ andato in giro a dire cose inaccettabili e infondate su di me. Lui è un politico e un invidioso. Come le ho detto, vorrei tornare al campo, alla costruzione del risultato. C’è quello alla base del calcio, ed è quello che voglio fare”.

MILAN – Leonardo chiude ad un approdo in rossonero: “Non credo che il Milan mi vorrebbe. Dopo quello che è successo, tornare sarebbe impossibile. Mi riferisco al rapporto rotto con Berlusconi. Dopo di allora non è successo più nulla, non ho avuto contatti. Niente che possa farmi cambiare idea. Quindi non vedo come sarebbe possibile un mio ritorno. Chi dà il pugno si dimentica, ma chi lo prende no. Dualismo Barbara-Galliani? Non conosco Barbara e non saprei giudicare le sue idee. Quello che ha fatto Galliani è nella storia e resta straordinario. Questo Milan è indietro rispetto all’Inter. Manca la chiarezza degli obiettivi, che è sempre stata la caratteristica alla base del successo del Milan”.

INTER – Contestualmente ecco l’apertura di Leonardo per i nerazzurri:“Io non so se Thohir mi voglia, in ogni caso ho un rapporto stretto con il presidente Moratti, costruito in tanti anni di vita a Milano. Moratti sa tutto di me, conosce le mie idee. Se Thohir chiamasse, lo farebbe in base alle informazioni che Moratti può dargli. E ricoprire un ruolo qualsiasi a stagione in corso non è il massimo. Questa pausa mi serve per riflettere, godermi la famiglia e tutto quello che ho vissuto in questi anni frenetici. Ma non voglio stare molto fuori dai giochi. A questa Inter manca ancora qualcosa, ma sta facendo il meglio che si può fare nella situazione che sta vivendo. I giovani crescono, Mazzarri è bravissimo, Palacio straordinario. E poi ci sono giocatori come Zanetti, Cambiasso, Milito, Samuel che rappresentano il cuore che batte dentro la squadra”.

KAKA- “Ricky fu il mio primo colpo di mercato concluso da dirigente del Milan. Lo considero l’affare perfetto, sia a livello calcistico che umano. Con Kakà si è creato un legame che non si è mai spezzato. è un amico. Credo debba ancora giocare da trequartista”. 

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