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Conte (giacca)

L’emergenza in difesa è, come ampiamente pronosticabile, il tema principale della conferenza stampa di Antonio Conte alla vigilia della trasferta di Livorno. Il tecnico bianconero fa il punto della situazione, ma si dice comunque tranquillo: «E’ stata una settimana molto difficile per me ma come per tutti quegli allenatori che hanno tanti giocatori in nazionale. E’ il bello e il brutto di avere giocatori così forti. La situazione vede Ogbonna e Bonucci infortunati, Caceres è tornato ieri ed è stato subito catapultato in campo ed è ovvio che non sia al meglio. Barzagli è tornato infortunato dalla nazionale e non è a disposizione per domenica e difficilmente lo sarà col Copenaghen. Mi dispiace – continua Conte- che qualcuno abbia ironizzato sugli infortuni di Barzagli perché è l’ennesima dimostrazione della cattiveria di alcuni che amano dire fesserie. Andrea è un ragazzo serio che è legatissimo sia alla Juve che alla nazionale. Vidal in mezzo alla difesa? Abbiamo provato qualcosa ieri, vediamo in queste ore. In ogni caso sono molto tranquillo perché c’è un’organizzazione tattica che regge anche nell’eccezionalità di un evento come questo, come questa emergenza difensive. Al di là degli uomini la nostra organizzazione tattica mi dà ampie garanzie».

IL LIVORNO E IL RECORD- Ovvio che si parli poi della partita di domani che, in caso di vittoria, renderebbe la terza Juve di Conte la migliore delle tre. Sul punto Conte non si mostra affatto sorpreso ma invita a non sottovalutare il Livorno: «Innanzitutto cerchiamo di vincere. Sarà una partita difficile, troveremo un ambiente caldo e un grande entusiasmo. Il Livorno sta facendo bene, è un’ottima squadra e ha un allenatore, come Nicola, giovane e bravo.  Per noi non è una novità, ogni squadra che affrontiamo contro di noi gioca la partita della vita perché siamo la Juventus. Il nostro ruolino di marcia fin qui è stato impressionante, è normale che il ritmo imposto dalla Roma ha un po’ offuscato quanto fatto da Juventus e Napoli. Sarà un campionato difficilissimo, lo sapevamo e sappiamo che per vincerlo dovremo superarci e fare l’ennesima impresa».

 

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