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Fabio Capello è intervenuto a Fox Sports, dopo aver commentato per l’emittente satellitare la gara Barcellona – Granada. E’ stata l’occasione per parlare del suo futuro, del Milan, del Pallone d’Oro e del campionato italiano. Ecco quanto dichiarato dal tecnico della Russia:

Arrivare prima del Portogallo di Cristiano Ronaldo è una impresa, abbiamo fatto molto bene, noi ci siamo riusciti abbiamo sbagliato una partita contro l’Irlanda del nord, però ci siamo ripresi immediatamente e ci siamo qualificati, direi anche meritatamente. Futuro? Stiamo chiacchierando, siamo impegnati a trovare la soluzione migliore”

Su Cristiano Ronaldo: “Secondo me è giusto dargli il pallone d’oro. Quest’anno ha fatto qualcosa in più rispetto agli altri. Ribery ha vinto tanto, ma quello che è riuscito a fare Ronaldo negli ultimi due match contro la Svezia è veramente qualcosa di straordinario, ha segnato gol in tutte le maniere”

Su Galliani: “Difficile immaginarsi un Milan senza Galliani, sono nato con questo Milan, con il Milan di Galliani e di Berlusconi, è sempre stato così però credo che bisogna avere il coraggio di cambiare  ogni tanto, anche se credo che Galliani sia stato uno dei più grandi dirigenti sportivi italiani, capace sotto  tutti gli aspetti, amministrativi e tecnici, c’era possibilità di parlare con lui, di discutere, ma sempre con grande serenità. Quindi direi che il Milan perde un grande dirigente ma apre una strada nuova che porterà sicuramente successo, perché non c’è nella mentalità della famiglia Berlusconi di fare qualcosa che non funzioni”

Su Allegri: “Credo che dopo tre anni sia difficile proseguire con la stessa squadra, perché anche con la più buona volontà, con la più grande capacità, devi inventare qualcosa di nuovo , gli allenamenti sono gli stessi, le parole sono le stesse. O hai la fortuna di trovare dei leader che portano avanti il rapporto e la mentalità della squadra, come c’è stato nel grande periodo del Milan come ci sono stati i Baresi, gli Albertini, i Gattuso, che portavano verso i giovani questa mentalità di lottare, di vincere, di non essere mai contenti. Mi sembra che questo si sia un po’ perso. E questa è la cosa più importante. E spesso paga l’allenatore, un allenatore che dopo tre anni ha dato tutto. Io sono stato 5 anni al Milan e alla fine si faceva fatica così come alla fine dei 5 anni alla Roma. O hai una tradizione inglese dove è normale che un manager faccia la storia per tanti anni, o hai la mentalità italiana che ti consuma”

Rudi Garcia: “Non lo conosco, vorrei vedere che tipo di lavoro fa, come tratta i giocatori, certamente ha una mentalità vincente, potrebbe rivedersi in me. Credo che abbia uno stile simile a quello che io uso in certi frangenti”

Sul campionato italiano: “La Juventus è la favorita per il campionato, già dall’inizio, anche se quest’anno c’è competitività tra diverse squadre. È partita un pelo in ritardo la Fiorentina, ma con il ritorno di Gomez credo che potrebbe essere competitiva. La Roma è la sorpresa e non avendo le coppe sta facendo bene, era già forte negli anni precedenti, probabilmente direi che è stata colpa di tutti, dar le colpe solo agli allenatori sarebbe sbagliato. Il Napoli ha buonissimi giocatori, un allenatore di esperienza, un allenatore che ha capito subito dove lavora, quindi credo che sarà ancora un campionato da decidere. Potenzialmente e per quello che sta facendo vedere, la Juventus è la favorita”

Sugli Ultras: “Se si cercano delle soluzioni bisognerebbe fare delle ricerche. Come al solito si preferisce arrivare sempre in ritardo, non si anticipa mai e non anticipando succede quello che è successo. Nel caso di Nocera devo dire che c’è stata convivenza tra le società e gli ultras. Alla Lazio Lotito ha avuto grossi problemi quando ha tolto il merchandising, i biglietti omaggio e gli ultras lo hanno contestato senza aiutare la squadra. Io mi pongo questa domanda, per chi giocano gli Ultras? Per se stessi, per il loro business, per il loro piacere di essere protagonisti o per la squadra??”

Su Ancelotti: Ancelotti dopo l’ultima mezz’ora di Barcellona ha capito tutto, ha avuto difficoltà a cambiare il tipo di gioco. Il Real era abituato a giocare un gioco più d’attacco, ora fa più possesso palla. Dopo l’esperienza a Barcellona è riuscito a trovare la chiave per giocare un grande calcio. Per me il Real Madrid è la squadra favorita.

Sul Mondiale: credo che sarà un mondiale molto più competitivo  degli altri. Il brasile che gioca in casa ha molta fisicità e buone capacità tecniche con un Neymar in più che quando gioca con la maglia del Brasile da qualcosa in più. L’argentina ha qualche problema difensivo. La Colombia è una squadra interessantissima e credo che potrà essere la sorpresa. In Europa, la Spagna e la Germania sono sempre tra le prime quattro per cui bisognerà battere queste squadre qui per arrivare tra le prime quattro.

Su Balotelli: Non so se sarà il suo Mondiale. Non lo conosco. Tecnicamente  fortissimo, atteggiamento sbagliato. Se hai voglia di fare un grande campionato devi cambiare il tuo atteggiamento e far vedere il tuo valore quando hai la palla e anche quando non ce l’hai.

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