Llorente il bello, da micio (con le scimmie) a Re Leone

Llorente il bello, da micio (con le scimmie) a Re Leone

Come spesso accade ai colpi a parametro zero, soprattutto se definiti a gennaio per la stagione successiva, l’acquisto di Fernando Llorente da parte della Juventus era passato quasi sottosilenzio. Anzi, diciamo la verità, finchè non è sbarcato a Torino ci si era quasi dimenticati di lui, la sua grossa sagoma è stata offuscata dalle voci di mercato e dall’arrivo di Tevez: il tanto ambito top player. Brutta abitudine dell’opinione pallonara italiana (e non solo) ma tant’è. Fa parte del gioco.

Certo, il buon Fernando ci ha messo anche del suo. Le prime apparizioni estive sembravano quasi legittimare quel silenzio piombato sul suo arrivo, silenzio che velocemente (troppo) si è trasformato in scetticismo, complici le prestazioni del basco che più che Re Leone, sembrava un grosso micio spaesato. Addirittura da qualche parte iniziava ad aleggiare il dubbio che il centravanti di Pamplona fosse solo bello ma che col pallone avesse poca dimestichezza. Le ombre simpatiche e irriverenti di Anelka e Bendtner, indimenticati flop bianconeri, si erano già adagiate come due scimmie sulle spalle dell’ex Athletic Bilbao.

Fino a quel pomeriggio col Verona quando finalmente è arrivata la prima esultanza italiana. Ma Bendtner e Anelka sono grandi e grossi e per scrollarseli di dosso il buon Nando, appellativo affettuoso che nel frattempo s’era guadagnato, ha dovuto mostrare gran parte del suo repertorio. Fatto di gol, di testa e di piede, per smentire i detrattori di ogni genere. Da chi lo bollava come brocco a chi diceva “sì è bravo di testa ma tecnicamente no”. Ma Nando ha fatto di più, ha iniziato a fare movimenti da grande centravanti, ad aprire spazi per i compagni, dialogando nello stretto con Tevez come se non si portasse appresso quasi due metri e una novantina di chilogrammi. Così il micio piano piano ha scalato le gerarchie dell’attacco bianconero, diventando titolare inamovibile al fianco dell’Apache. Il resto è storia recente, gran gol e assist vincente per Tevez. Il micio è tornato Re Leone e le scimmie sulle sue spalle non ci sono più. Hanno fatto posto proprio a Carlitos, che sulle spalle del buon Nando c’è salito ieri a Livorno sì, ma per ringraziarlo.