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avramov

L’eroe che non t’aspetti. Vlada Avramov è perfetto per questa definizione dopo che lunedì sera all’Olimpico a ricacciato indietro ogni tentativo della Roma. Eppure Avramov del Cagliari, è solo il secondo portiere, se non addirittura il terzo dopo l’arrivo dell’ex Real Madrid, Adan. Una condizione, quella di panchinaro, che non gli pesa affatto come spiega lui stesso dalle colonne della Gazzetta dello Sport: «Sono sei anni che vivo in panchina, ci chiamano “secondo portiere” ma io non mi sono mai sentito secondo proprio a nessuno. C’è stato un anno in cui, quando ero a Firenze, avrei potuto andare a Parma a fare il titolare, ma la società mi bloccò».

FORZA SARDEGNA- Avramov torna poi sulla partita di lunedì scorso contro la Roma: «La parata più bella di lunedì? Per stile quella su Maicon, come hanno detto tutti. Per difficoltà dico quella su Strootman. Non penso al fatto che abbiamo fatto un favore alla Juventus, mi interessa giusto perché qualche amico juventino prima della partita mi diceva “para tutto eh”. La mia dedica però è solo per quelle famiglie che qui in Sardegna hanno perso tutto per l’alluvione. Gli siamo vicini»

RESTO QUA- La sua prestazione a Roma, non è passata in osservata in patria. E in Serbia in questi giorni si parla tanto di lui: «In Serbia hanno visto tutti, e dall’Inghilterra il primo a farsi sentire è stato Jovetic, per me è come un fratellino. È il più forte e il più umile, gli auguro il Pallone d’oro»Sul futuro poi conferma di voler restare a Cagliari nonostante la concorrenza:« Sono stato titolare solo in B, mai avuta un’occasione in A. La rabbia di tanti anni è venuta fuori tutta insieme. Dopo la partita dieci compagni sono venuti ad abbracciarmi. Ora vorrei rimanere qui, mai stato così bene in un gruppo, anche se devo battere la concorrenza di Agazzi e Adàn»

 

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