SHARE

9In pochi si sarebbero aspettati che dopo le convulse ore del post Milan-Genoa, caratterizzate da contestazioni dei tifosi e sdegno generalizzato per la posizione in campionato dei rossoneri, la squadra di Allegri riuscisse a lasciarsi tutto alle spalle in questa maniera. E invece, come ormai da tradizione, quella “musichetta” che apre ogni gara di Champions risveglia nei giocatori del Milan quel misto di orgoglio e rabbia che rende l’inno ormai storico dell’ex Coppa dei Campioni sinfonia sempre dolce per i tifosi del Milan. E la partita di ieri sera non sfugge a questa regola.

Partita quella di Glasgow che il Milan ha saputo interpretare bene sin dall’inizio, conducendola per lunghi tratti ai danni di un Celtic che ha messo subito la contesa sul piano del ritmo e dell’intensità di gioco non avendo altre armi a cui affidarsi. Ma la squadra di Allegri ha retto bene l’urto e le frecce all’arco del Milan invece si sono rivelate le armi vincenti; un Kakà a livelli del 2007, in alcune accelerazioni ha ricordato il Kakà che proprio contro il Celtic a S.Siro fece forse uno dei suoi gol più belli, accompagnato però stavolta da una squadra che non lo ha lasciato predicare nel deserto come nelle ultime apparizioni. Rispetto alla partita col Genoa infatti il brasiliano ha potuto giostrare in maniera più sciolta e naturale la sua posizione tra il centrocampo e l’attacco trovando il giusto appoggio sia in mediana che nei compagni di reparto. Merito del modulo adottato da Allegri, un 4-3-2-1 di Ancelottiana memoria che ha dato i suoi frutti sia in fase offensiva che in fase di interdizione; e in questo senso il rientro di Montolivo è stato fondamentale perchè ha messo ordine là dove contro il Genoa c’èra solo frenesia, dando l’opportunità a De Jong di occuparsi principalmente del recupero palla da difensore aggiunto. E se il Milan esce dal Celtic Park con tre gol all’attivo e nessuno al passivo il merito sta proprio in una difesa, nella quale i due vecchi cuori rossoneri Bonera e Abbiati hanno interpretato il ruolo di trascinatori, apparsa forse per la prima volta in stagione affidabile e sempre pronta a respingere al mittente ogni tentativo di gioco aereo degli scozzesi, che hanno rinunciato ben presto a entrare nell’area del Milan tramite fraseggi per vie centrali trovando nella solidità e nella breve distanza tra i reparti di difesa e centrocampo un ostacolo insormontabile.

La strada è ancora lunga sia chiaro, non basta un 3-0 in casa di una squadra che ha dimostrato di non essere all’altezza della competizione per far cadere nel dimenticatoio le lacune espresse fin qui dal Milan. I problemi restano come i dubbi sulla rosa a disposizione di Allegri, ma la strada intrapresa è quella giusta e quella contro il Celtic può essere la classica gara che ti cambia la stagione in positivo; e chissà che anche dall’alto non si decida di mettere un pò d’ordine con chiarezza e, perchè no, con coraggio.

SHARE