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2493263-lazio1A tre giorni dell’incontro di Europa League tra Legia Varsavia e Lazio cominciano a definirsi i contorni della maxi retata della polizia polacca nei confronti di circa 150 supporters biancocelesti rei di aver creato disordini a poche ore dall’inizio della partita. Allo stato attuale, secondo quanto rende noto la polizia di Varsavia, sono ancora in stato di fermo 23 tifosi italiani, mentre nella giornata di ieri 96 di loro sono stati processati e rilasciati dopo aver pagato un’ammenda. I tifosi fermati aspettano in queste ore di essere processati per direttissima e i processi potrebbero concludersi entro il week end.

Ovviamente la vicenda ha scatenato una marea di polemiche che hanno investito la Farnesina e i canali diplomatici tra Polonia e Italia, ambasciatore incluso, e per questo il ministro degli Esteri Emma Bonino ha fatto sapere di seguire da vicino la vicenda ma che“non si può escludere che possa essere soggetto a misure restrittive della libertà personale per aver commesso reati di diversa gravità”. In ogni caso, il titolare della Farnesina ha fatto sapere di aver incaricato l’ambasciatore italiano in Polonia, Riccardo Guariglia, di adoperarsi presso le autorità locali perché vengano «immediatamente rilasciati» i tifosi laziali ancora in stato di fermo «che non hanno precise responsabilità penali» per gli incidenti avvenuti prima della partita di giovedì scorso. Nella mattinata di ieri infatti l’ambasciatore Guaraglia aveva annunciato che: “oggi sono cominciati tutti i processi con rito abbreviato e, come comunicato dalle autorità polacche, dovrebbero essere tutti liberati in giornata anche perché stanno per scadere le 48 ore relative allo stato di fermo. Le autorità polacche pensano di terminare tutti i processi entro stasera, processi che sono in corso in otto tribunali sparsi nella città. Posso confermareche nessun tifoso è rimasto nei commissariati”.

La vicenda dei tifosi laziali trattenuti a Varsavia dalle autorità polacche ha lasciato strascichi anche in parlamento dove la deputata di “Fratelli d’Italia”, Giorgia Meloni, ha presentato interrogazioni parlamentari nelle quali chiede che il governo riferisca in aula già martedì sulla questione: “Non appare chiaro, infatti, – scrive la deputata – a quale titolo i nostri connazionali sono stati trattenuti in uno Stato estero senza che siano stati comunicati loro né i motivi del fermo, né una data di probabile rilascio, in evidente violazione di qualunque norma di diritto internazionale”.

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