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braida

Continua a regnare la confusione in casa Milan.

Dopo l’ annunciato e poi ritirato addio di Galliani dello scorsa settimana, questa mattina Ariedo Braida, storico braccio destro dell’ad rossonero dal lontano 1986, ha presentato le dimissioni. Due ore più tardi, però, le ha congelate, dopo che la società lo ha indotto a un ripensamento.

L’attuale ad dei rossoneri è stato praticamente obbligato da Berlusconi a ringiovanire il suo staff di collaboratori e Braida ha immediatamente capito di essere di troppo, rassegnando le sue immediati dimissioni dalla carica di direttore sportivo, nonostante avesse il contratto in scadenza il prossimo 30 giugno. Sebbene abbia poi fatto marcia indietro, l’addio sembra solo rimandato. Per Braida, che ha ricoperto l’incarico di direttore generale e in seguito direttore sportivo della società rossonera dal 1986 ad oggi vincendo 28 titoli e portando a Milano fuoriclasse come Rijkard, Van Basten, Desailly, Weah e Shevchenko, sembra giunto il momento dei titoli di coda.

Per quanto riguarda la sua successione, il favorito numero uno sembrerebbe Sean Sogliano, attuale ds del Verona, che avrebbe battuto una folta concorrenza (Pradè e Leonardi su tutti). Il 42enne ds ha un contratto con il Verona fino al 2015, ma appare difficile che il presidente scaligero Setti neghi al suo dirigente la chance di poter approdare in un top club.

 

 

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