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daniele adani

MaidireCalcio.com ha contattato in esclusiva Daniele Adani. Spalla tecnica prima per Sportitalia ora per Sky, è stato anche un nazionale azzurro e ha vestito le maglie di Inter, Fiorentina, Empoli e Brescia. Adani ieri ha commentato proprio per l’emittente satellitare la partita Napoli – Arsenal. Ecco le sue sensazioni e il suo giudizio sul prossimo match di campionato contro l’Inter.

Ciao Lele, ieri hai potuto assistere dal vivo a Napoli Arsenal. Che impressione ti ha dato la squadra di Benitez?

“E’ una squadra matura, equilibrata, coraggiosa, solida. Ha disputato una bella partita mettendo alle corde per buona parte del match una delle più forti squadre d’Europa. Il Napoli mi ha davvero impressionato”.

 

Una vittoria che non è servita ad accedere agli ottavi. Pensi che potrebbe essere un viatico per il campionato e magari a questo punto l’Europa League, aver battuto i Gunners o il pensiero di una qualificazione sfumata per un gol potrebbe in un certo senso ossessionare gli azzurri?

“E’ un passaggio, non si possono fare sentenze e dividere in maniera netta ciò che è successo e ciò che non è successo. Non si possono dare giudizi volubili. I professionisti non ragionano così, chi fa calcio sa che è un passaggio e che rappresenta una tappa dopotutto positiva per il percorso di crescita che la squadra sta facendo”.

 

Ieri il reparto difensivo è stato impeccabile. Come valuti la prova dei 4 giocatori?

“Sì è stato impeccabile, sempre pronti ad aiutarsi. Hanno lavorato insieme e sono stati attenti, i terzini soprattutto hanno mostrato una concentrazione che forse era venuta a mancare nelle altre partite, poi ovviamente c’è stata la protezione di Behrami davanti alla difesa che ha dato sicurezza. Ma mi ha fatto una bellissima impressione la freddezza avuta nella gestione delle ripartenze dell’Arsenal, senza mai soffrire giocatori come Ozil, Cazorla o Giroud”.

 

Anche Rafael non ha deluso nei pochi interventi fatti…

“Sì perché Rafael è un buon portiere. Contro l’Udinese c’è stata un’incertezza nel secondo gol perché la palla si è abbassata. Nel punto più alto la sua pecca è stata nella staticità e passività nel non provare a prenderla. Con l’Udinese non aveva fatto male comunque, è un giocatore d’esperienza nonostante la giovane età e che ieri ha dimostrato di avere ottimi nervi saldi”.

 

Ora il pensiero è a Napoli – Inter, entrambe le squadre hanno mostrato delle lacune proprio in difesa. Che partita ti aspetti?

“E’ aperta ad ogni tipo di risultato. Difficile da decifrare un andamento a favore di una o di un’altra. Come capita spesso nel nostro campionato la partita potrebbe essere decisa da chi sbaglia meno, da chi è più attento nei dettagli e chi è concentrato nei particolari, un aspetto che sta diventando sempre più decisivo nelle partite di serie A”.

 

Quali sono secondo te i problemi del reparto arretrato dell’Inter? E di quello del Napoli?

“Ci sono tanti fattori ad incidere. Credo che sotto l’aspetto difensivo la dote migliore di un difensore sia l’attenzione. La prova ce l’ha data ieri il Napoli. Se il difensore limita al minimo le disattenzioni è in grado di assicurare una buona prestazione. Non è una questione di uomini o modulo, entrambe le squadre hanno peccato per errori di disattenzione, che per un difensore è letale”.

 

Britos o Fernandez, chi vedi meglio al fianco di Raul Albiol?

“Credo che Benitez abbia il polso della situazione per alternare centrali difensivi, esterni e centrali di centrocampo. Fernandez ha dimostrato grande personalità ieri sera in una partita difficile e decisiva. Penso solo che probabilmente in quella zona del campo meno si cambia meglio è, sia per migliorare l’intesa del reparto sia per assicurare la solidità necessaria”

 

Per fare il definitivo salto di qualità, secondo il tuo parere, di cosa ha bisogno questa squadra?

“Secondo me manca il tempo necessario per completare e migliorare la rosa che può essere più profonda per giocare in maniera competitiva tutte le gare. Ma proprio ieri il Napoli ha dimostrato in una partita difficile e facendo 12 punti in un girone impossibile di avere le caratteristiche e la qualità per giocarsela. Credo manchi, e deve tornare un po’, d’ottimismo intorno ad un gruppo di lavoro che mi sembra decisamente coeso. Questo manca,  l’ottimismo”.