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Sembra intravedersi la luce in fondo al tunnel per Mario Gomez, l’attaccante viola infortunato nella partita casalinga contro il Cagliari, peccato che questa visione sia quanto meno a “media distanza nel tempo”, ovvero difficilmente lo rivedremo in campo se non nell’anno nuovo, dopo la sosta natalizia e, quasi sicuramente, con i minuti contati, centellinati in modo da garantirne il rientro evitando fastidiose ricadute che finirebbero per penalizare ulteriormente la squadra e demoralizzare il giocatore, già molto innervosito dal decorso medico che ha avuto il suo infortunio.

INTERVISTA TEUTONICA Per capire meglio le condizioni dell’attaccante il portale tedesco Focus.de ha intervistato il medico teutonico Dr. Schneiderhan “Di solito per il recupero pieno da una lesione al legamento collaterale mediane si usano delle fasce termiche che il paziente deve tenere 8 settimane. Durante questo periodo il legamento recupera completamente ed è importante che non si facciano movimenti per evitare ricadute. In modo blando dalla quinta settimana si possono fare esercizi di fisioterapia per ‘tenere sveglio’ il tono muscolare. Alla fine poi piccoli esercizi di carico sul ginocchio lo riportano alla piena funzionalità. La ripresa degli allenamenti? Dopo una immobilità così lunga non è raro avere casi di infiammazione quando si riprendono gli allenamenti, anzi. Spesso il ginocchio si irrita causando dolore e problemi a camminare. Atleti come Gomez quando riprendono ad allenarsi devono farlo su osservazione dell’equipe medica che deve scegliere esercizi personalizzati perché la tonicità muscolare è importante nei calciatori. Finché il dolore non è del tutto passato gli atleti devono continuare ad allenarsi poco. Credo che il recupero a pieno carico di Mario non possa avvenire prima di due settimane, altrimenti rischierebbe seriamente ulteriori danni”

CALVARIO GOMEZ Ormai sulla vicenda Gomez e il suo presunto rientro si sono sprecati fiumi di inchiostro reale e telematico, era infatti il 15 di Settembre quando il bomber tedesco, nel tentativo di aggirare Agazzi, si è accasciato a terra con tutto il popolo del Franchi in silenzio; la prima diagnosi fece subito spaventare, quel “lesione al legamento collaterale” aveva dato più di un grattacapo a tutto l’ambiente viola, così voglioso di vedere in campo il suo attaccante atteso da così tanto tempo ed ora costretto alla tribuna e alla riabilitazione medica. Poi la risonanza magnetica e i primi sorrisi, si parlava infatti di 6/7 settimane, eppure, andando in là con i giorni, tutti si sono resi conto di come l’infortunio fosse più difficile da archiviare del previsto, vuoi anche la stazza del terminale offensivo viola, caratteristica da non tralasciare visto che il punto interessato è proprio il ginocchio, una delle articolazioni su cui poggia gran parte del peso corporeo e delegata a gran parte dei movimenti fluidi della gamba.

Ecco allora che le domeniche in tribuna si fanno sempre di più, il campo in tutta risposta è sempre più lontano da Gomez che comunque non demorde, consulta lo staff medico non solo della Fiorentina ma vola spesso in Germania per farsi visitare dallo staff della sua ex squadra il Bayern Monaco prima, e dal medico della nazionale tedesca poi. Il verdetto è sempre lo stesso, ovvero la via della guarigione è stata ben imboccata, bisogna però lasciare tempo al tempo e non forzare il rientro, come avrebbe voluto lo stesso attaccante tedesco, onde evitare ricadute che pregiudicherebbero l’intera stagione. Il “ping pong” mediatico sulle sue condizioni  non si quieta e in molti cercano di vaticinare la data del suo rientro, prima ipotizzando la sfida di Milano contro il Milan, poi quella di Firenze contro il Verona, infine la trasferta di Roma; tempi amari per gli “aruspici” del 21° secolo che evidentemente non avevano fatto i  conti con l’infiammazione del legamento del tedesco presentatasi nelle ultime settimane, in tal senso tempi ancor più duri per la Fiorentina che si è vista abbandonata dal suo bomber per quello che, inizialmente, sembrava un tempo ristretto e che, adesso, appare come un Golgota durissimo destinato ormai ad essere raggiunto solo all’inizio del prossimo anno. See you soon next year Mario.

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