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La rovina del calcio. Così giustamente si è soliti definire quei genitori di bambini che dovrebbero giocare a pallone per divertirsi, che invece stanno già facendo i conti dei guadagni milionari che un futuro calcistico dei figli potrebbero fruttare. Casi, purtroppo, frequentissimi. Basta andare su un qualsiasi campetto una domenica mattina e rendersi conto di quanto grave sia il problema.

E’ esattamente quello che è successo sabato scorso nel mini derby tra Ospedalieri e Pisa. Si tratta della categoria esordienti,  bambini nati tra il 2001 e il 2002. Il padre di un ragazzino nerazzurro, dopo una giocata sbagliata di un altro baby calciatore, inizia a “suggerire” a gran voce all’allenatore del Pisa di sostituire il ragazzino reo di aver sbagliato un passaggio. Immediata la reazione del padre del mini assistman mancato e i due iniziano a litigare davanti a una ventina di bambini che stavano semplicemente giocando a pallone.

Sì perché di giocare si tratta, non di diventare Messi o Ronaldo. Così, l’allenatore del Pisa che di nome fa Alessandro e di cognome Birindelli, e qualche partita di calcio l’ha giocata, si arrabbia e decide che il miniderby finisce lì. L’ex juventino, da sempre promotore della cultura calcistica a partire dai genitori, ritira la squadra. Un gesto forte che ammutolisce ogni diverbio tra “papà Messi e papà Ronaldo” e fa ricordare a grandi e piccini che Ospedalieri-Pisa è una partita di pallone, il gioco più bello del mondo, non un investimento in borsa.

 

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