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Sembra che dietro alle rapine dei calciatori del Napoli ci sia la “mano” degli ultrà, collegati alla camorra.

Il collaboratore di giustizia Salvatore Russomagno, le cui dichiarazioni sono state depositate oggi dal pm Anna Frasca al processo per la rapina del Rolex subita un anno fa da Valon Behrami, ha riferito che le rapine ai calciatori del Napoli non furono episodi isolati, ma il frutto di una strategia orchestrata dagli ultrà per punire i giocatori che non partecipavano alle manifestazioni organizzate da loro.

A Napoli sono state tante le rapine che hanno avuto come vittime calciatori o loro familiari. Ricordiamo, quella di due anni fa alla moglie di Edinson Cavani, Maria Soledad, alla quale fu scippato un orologio da 18mila euro nel quartiere Fuorigrotta. Il centrocampista slovacco, Marek Hamsik, ha addirittura subito due rapine e anche a sua moglie Martina, fu sottratta l’auto, a Varcaturo, a mano armata e mentre era incinta. Vittima dei malviventi anche Yanina Screpante, fidanzata dell’ex attaccante azzurro Ezequiel Lavezzi, ora in Francia al Psg.

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