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Giampaolo+Pozzo+Cagliari+Calcio+v+Udinese+bREi2qL2R9RxUdinese solo quindicesima in Serie A, Watford in picchiata in Championship, è tredicesimo con 25 punti a metà strada tra la zona playoff e quella retrocessione, con un cambio di allenatore in corsa dopo 5 sconfitte consecutive e Granada eliminato ieri dalla Coppa del Re da una squadra di Seconda Divisione spagnola. Questa la situazione dei club della famiglia Pozzo in giro per l’Europa, che stanno vivendo forse uno dei momenti più difficili e complicati da quando la famiglia friulana ha in mano la proprietà di queste squadre.

Tutto sembra cominciare il 27 maggio scorso in un’assolato lunedì pomeriggio allo stadio di Wembley. Il Watford perde la finale dei playoff di Championship con il Crystal Palace. La sconfitta matura nei tempi supplementari: un rigore di Phillips, al 105’, provocato da un intervento sciagurato in area di Cassetti, abbatte le “alci”. E’ un brutto colpo per le ambizioni della famiglia friulana, che ha acquistato il Watford il 29 giugno 2012. La promozione in Premier avrebbe comportato un incasso immediato di 120 milioni di euro, in gran parte legati al contratto tv, ma il gol del Crystal Palace frantuma i sogni di gloria. A estate inoltrata poi l’ennesima delusione di un 2013 nero; l’Udinese per il terzo anno di fila viene bocciata ai preliminari europei. Ma se Sporting Braga (2011) e Arsenal (2012) sbarrarono ai friulani la strada che portava alla fase a gironi della Champions League, stavolta la squadra di Guidolin viene eliminata dai modestissimi cechi dello Slovan Liberec, alle porte dell’Europa League. E’ un segnale inquietante e preoccupante, forse campanello di allarme di una stagione che sarebbe stata complicata, e fin qui lo è stata. Il giocattolino sembra essersi rotto, dopo anni in cui in estate veniva smontato a suon di incassi milionari e poi rimontato a regola d’arte con giocatori pescati in giro per il mondo a basso prezzo, talvolta bassissimo, da una rete di osservatori tra le migliori in Europa. Seppure l’unica cessione illustre dell’estate 2013 sia stata Benatia, questa è andata ad aggiungersi a quelle di Sanchez, Inler, Handanovic, Asamoah, Isla, Cuadrado e Armero tanto per citarne alcuni che hanno lasciato Udine negli anni passati. Una squdra smantellata dalle cui ceneri però non è sorta una nuova Udinese più forte, se si usclude il talento Muriel che però deve ancora dimostrare tanto in Serie A, capace di ripetere i fasti di quella arrivata terza solo un paio di stagioni fa.

Il progetto però va avanti; il Nuovo Friuli in costruzione è il simbolo che testimonia la voglia della famiglia Pozzo di continuare a investire nell’Udinese e in tutto ciò che ne consegue. Ma uno stadio nuovo e moderno potrà garantire anche alla società bianconera una nuova possibilità di alzare l’asticella degli obbiettivi grazie a un aumento dei ricavi, e lo Juventus Stadium ne è un esempio, che permettano di non vendere a ogni sessione di calciomercato i pezzi pregiati della gioielleria Pozzo ma bensì di convincerli della bontà del progetto Udinese, non più fucina dei talenti del futuro ma realtà in cui realizzarsi e ambire a traguardi importanti.

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