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benitez press conference

Rafa Benitez, allenatore del Napoli, ha parlato in conferenza stampa alla vigilia di Cagliari – Napoli:

“Si parla di un percorso, non parliamo di una partita. Se vinciamo sarà ancora meglio. In Champions siamo usciti con 12 punti, in campionato siamo terzi: se vinciamo sarà meglio. Credo che tutti gli allenatori si aspettano un regalo quando ci sono le sessioni di mercato. Non è un mercato facile, non ci sono tantissimi giocatori migliori della nostra rosa. Sappiamo che dobbiamo migliorare la fase difensiva come squadra, l’atteggiamento in settimana è stato giusto sperando di fare bene nelle prossime uscite. Si può vincere uno scudetto anche subendo tanti gol, come succede in Premier e nella Liga. L’equilibrio è la chiave di una squadra. Tutti stanno bene fisicamente, ho 4/5 giocatori che possono giocare dietro la punta. Ancora non so chi giocherà domani: abbiamo trequartisti forti. Cagliari è difficile, prima di Natale è ancora più difficile. Anche oggi i ragazzi hanno fatto un buon allenamento. Vincere a Cagliari sarà difficilissimo. Io non guardo tanto alla squadra avversaria: la prima cosa che decido sono i giocatori in campo. Reveillere non giocava da 4 mesi e potrà solo migliorare nelle prossime uscite. Nel mercato stamo cercando giocatori di qualità, che possano dare qualcosa in più alla squadra. Vogliamo giocare bene e giocare con la palla: possiamo interpretare più fasi durante la partita. Le squadre italiane hanno cambiato un po’ stile di gioco, preferendo giocare a calcio rispetto alla fase difensiva. Pepe Reina sta bene e si è allenato bene e deciderò alla fine. Tutti e due possono giocare. Quando parlo di qualità, intendo migliorare la rosa. Preferisco prendere uno di livello rispetto a tre di medio livello. Tutti sappiamo che nelle partite che non abbiamo vinto, potevamo fare meglio. La mentalità è cambiata: non bisogna pensare al pareggio. Questo Napoli deve pensare a vincere contro qualsiasi squadra. Poi si può pareggiare o perdere. Fernandez e Dzemaili stanno giocando bene, ma di Inler e di Britos mi fido ciecamente. Il ruolo dell’arbitro è difficilissimo: crescendo nel vivaio del Real Madrid, il rispetto verso l’arbitro era una consuetudine. Per me è stata una sorpresa sentir parlare di arbitri sia nel pre o nel post-partita. Non sono stato mai espulso in carriera. Non facciamo niente di diverso dalle altre squadre”.

 

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