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«A Torino per vincere». Questo il diktat con cui Rudi Garcia mette in guardia la Juventus. Il tecnico transalpino, dalle colonne dell’edizione odierna del Corriere dello Sport, parla a 360° della sua esperienza giallorossa. A cominciare dall’arrivo in estate, quando l’entusiasmo della capitale romanista non era proprio al top: «I tifosi in ritiro erano sei, sette non di più. Mi hanno mostrato i tatuaggi, la lupa. Avevo un piccolo italiano allora, ma sufficiente per far capire che non si può odiare chi ami. Ce l’avevano coi giocatori, io ho sempre avuto un’apertura di credito, mi hanno aspettato. Era quello che volevo, il minimo. E quella frase sul ‘tifoso della Lazio’ forse non l’avrei mai detta se non fossi venuto da un altro mondo»

IL GRUPPO- L’ex tecnico del Lille, poi, si illumina quando parla della disponibilità riscontrata nel suo gruppo e dei campioni che lo compongono: «Se chiedo ai miei di salire dieci volte su un albero, lo fanno. In Francia non è così. Vedi smorfie, senti mugugni, che ti parlano dietro. E pensare che, qui a Roma, ho personalità come De Rossi e Totti. Qui, in Italia, c’è rispetto verso il mister da parte dei giocatori. De Rossi? Uomo incredibile, pensa col cuore ed è amato dai compagni. Castan e Benatia? Sono una delle coppie più forti al mondo. Strootman può migliorare ancora e Gervinho ha sempre bisogno di sentire la fiducia. Maicon è una forza della natura. Ljajic? Ha grandi margini di miglioramento. Totti è intelligente, un leader in campo, con la Fiorentina era come avere il dio del calcio accanto a me in panchina. Pjanic? è un genio, un piccolo Totti»

IL FUTURO Arriva poi il momento di parlare del futuro proprio e della sua squadra: «Io vivo il presente, il passato mi serve solo per migliorare il presente. Qui a Roma, come altrove prima, lavoro come se fosse l’ultimo club della mia vita. L’ambiente sarà buono se avremo possibilità di vincere titoli, avere una grande squadra e uno stadio nostro. Non allenerò mai la Lazio questo è chiaro. Il mercato? In estate avrei voluto tenere tutti ma non era possibile. Iturbe? Ha delle qualità e noi abbiamo bisogno in futuro di un mancino davanti. Per questo gennaio non penso che arrivi da noi. Forse a fine stagione. Ma, certo, è uno che guardiamo»

L’AVVERTIMENTO- Infine, Garcia, avvisa la Juventus «andremo lì per vincere, vedremo a fine anno se hanno già vinto il campionato», dà una stilettata a Platini «era il mio idolo, ma da presidente Uefa non capisco perchè sia contro la tecnologia», e rivive il momento più bello «il goal di Balzaretti nel derby».

 

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