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E’ il massimo rappresentante della sua categoria, allora chi meglio di Gigi Buffon poteva dire la sua sulle regole del calcio moderno che, come confermato dal numero uno bianconero al Corriere dello Sport, penalizzano troppo gli estremi difensori: “L’uscita bassa è un gesto tecnico bellissimo: ero uno dei migliori. Ora ho smesso, certe regole sono contro lo spettacolo e ci limitano. Credo che non ci sia realmente la conoscenza del ruolo del portiere, leggo e ascolto dei giudizi e dei commenti che fanno infuriare o sorridere secondo come ti sei svegliato la mattina. Ci sono anche degli allenatori e dei dirigenti che capiscono poco o niente di portieri, si sentono delle vere castronerie”.

ESPULSIONE DISUMANA “La regola sull’espulsione del portiere- prosegue Buffonè disumana. L’hanno pensata per aumentare il numero dei gol e lo spettacolo invece è contro lo spettacolo perché non dà a un portiere la possibilità di fare un gesto tecnico bellissimo come l’uscita bassa. Nei primi dieci anni della mia carriera ero considerato uno dei migliori in questo tipo d’uscita, ora non la faccio più, ci sono troppi rischi. Poi anche il discorso sullo spettacolo è ridicolo: se un portiere viene espulso nei primi 10’ del primo tempo e la squadra avversaria segna il rigore, poi potrà pensare solo a difendersi. Così la partita diventa un mezzo schifo. La mia idea è quella di mettere dei tempi anche per le espulsioni da chiara occasione da gol, non solo per i portieri ma per tutti, nei primi 70’ solo giallo, negli ultimi 20’ espulsione”.

IL MIGLIORE- Sono in tanti a pensare che sia lui il miglior portiere di sempre, ma Gigi Buffon, declina quest’etichetta e racconta quelli che sono per lui i numeri uno più forti: Da quando sono consapevole del ruolo, diciamo dal ‘93 a oggi, i migliori sono stati Marchegiani (a proposito quando lo sento parlare di una parata o di un portiere mi si allarga il cuore), Peruzzi, Pagliuca, Antonioli e Toldo. Il mio idolo era N’Kono, un grande. Mi affascinava la respinta di pugno. Che forza aveva”.

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