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Sembra passata una vita dal 2004, anno dell’ultima Liga vinta dal Valencia. Da lì è cominciato il duopolio Barca-Real, con buona pace per tutti gli altri. In casa bianconera le cose, in realtà, non sono andate poi nemmeno così male, almeno leggendo i risultati. Negli ultimi quattro anni tre terzi posti alle spalle dei marziani e quinto posto l’anno scorso. Ma siccome la memoria dei tifosi e dei critici è sempre piuttosto corta, è quel quinto posto che proprio non è piaciuto, abbinato poi ai primi mesi di questa stagione, in cui Jonas e compagni hanno sempre navigato nell’anonimato del centro classifica.

La situazione, però, pare si stia modificando. La società ha cacciato Djukic, i cui metodi di allenamento non erano ben visti dallo spogliatoio, e ha ingaggiato l’argentino Juan Antonio Pizzi, reduce dal titolo vinto col San Lorenzo e che ha debuttato con la vittoria nel derby col Levante. Successo che al Mestalla, nella stracittadina, mancava da 7 anni. Insomma, un bel biglietto da visita per ricaricare l’ambiente.

Si annunciano settimane calde anche sul possibile passaggio di proprietà, se è vero che Peter Lim avrebbe pronta un’offerta di 230 milioni per subentrare nel club. Cifra che servirebbe a tamponare gli oltre 300 milioni di debiti e a guardare a un progetto pluriennale in cui rivoluzionare completamente la squadra. Che, ad oggi, ha comunque alcuni giocatori interessanti in rosa, a partire dal canterano, e under 21, Juan Bernat, 20enne terzino sinistro di grande prospettiva. Accanto a lui ci sono i centrocampisti Daniel Parejo (24 anni cresciuto nel Real) e Oriol Romeu (22enne playmaker allevato nel Barca ma di proprietà del Chelsea), oltre al 24enne algerino Sofiane Feghouli, forse il giocatore più talentuoso ma atteso dalla definitiva esplosione. Senza trascurare Piatti, 24 anni, e Jonas, che di anni ne ha 29 ma è comunque il miglior realizzatore stagionale in Liga con 8 reti in 15 partite.

Finora il Valencia ha dimostrato di avere una discreta facilità nel segnare (ha trovato il gol in 17 delle prime 18 giornate) ma anche incassato troppi gol (quarta peggior difesa). E comunque rimane la questione della prima punta, perchè Helder Postiga non è certo uno col fluido del bomber nei piedi. Il portoghese ha segnato solo 3 gol e gli ultimi sono datati addirittura 1 settembre.

L’obiettivo concreto, guardando i mesi che restano per chiudere questa stagione, è oggi quello di centrare almeno la zona Europa League (perchè il quarto posto è distante 10 punti) e tentare di fare più strada possibile proprio nell’Europa League di quest’anno. A febbraio la doppia sfida contro la Dinamo Kiev nei sedicesimi di finale potrebbe essere un buon trampolino di (ri)lancio.