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garcia

TOP ELEVEN (3-5-2) De Sanctis; Benatia, Bonucci, Heurtaux; Cerci, Borja Valero, Jorginho, Vidal, Callejon; Rossi, Berardi. All. Garcia

E’ finito il girone d’andata, ed è quindi giunto il momento di stilare i migliori 11 delle prime 19 giornate: per metterli il campo abbiamo scelto il 3-5-2 della Juventus capolista, come allenatore Rudi Garcia, il migliore nel rapporto risultati ottenuti-qualità della rosa (anche se un plauso lo meriterebbe Mandorlini, grande condottiero del Verona). Fra i pali troviamo Morgan De Sanctis, il portiere meno penetrato del nostro campionato: stagione strepitosa del portiere della Roma, anche grazie alla copertura di Benatia (che presenta anche una media gol da attaccante di razza). La difesa a 3 viene completata da Heurtaux, rivelazione annuale dell’Udinese, e capitanata da Leonardo Bonucci, trascinatore della Juventus dall’assist facile grazie al suo ruolo di playmaker arretrato.

Il vero playmaker della nostra squadra è l’italo-brasiliano Jorginho, rigorista del Verona, che ha palesato oltre a delle ottime geometrie delle buone doti di inserimento in zona gol. A coprirlo le due mezzali più forti del campionato: sulla sinistra Borja Valero, cervello della Fiorentina che sta trovando la rete con più regolarità rispetto alla scorsa stagione, sulla destra Arturo Vidal, cuore della Juventus autrice di un ruolini di marcia monstre. Sulle fasce troviamo la dinamicità di Alessio Cerci, autore di quello che probabilmente è il miglior campionato della sua carriera, e Josè Maria Callejon, arrivato con l’etichetta di scarto del Real Madrid e divenuto uno dei giocatori più amati sotto il Vesuvio grazie all’abnegazione che mette sempre in campo.

Balotelli? Gomez? Higuain? Tevez? No, la coppia d’attacco è composta da due terribili ragazzi italiani: uno, Giuseppe, è un poliglotta, nato nel New Jersey, cresciuto a Manchester, svezzato a Parma, fiorito a Villareal, l’altro, Domenico, è nato a Catanzaro e fino a 16 anni non ha mai fatto neanche la scuola calcio, per poi essere scoperto dagli osservatori mentre giocava a calcetto con gli amici. Rossi e Berardi hanno dimostrato di essere capaci di segnare senza riempire le copertine dei giornali se non con le notizie dei loro gol: possiamo solamente augurargli di continuare così, stanno intraprendendo la strada giusta.

Allegri (PP)

FLOP ELEVEN (4-3-3) Curci; Monzon, Zapata, Legrottaglie, Maggio; Kovacic, Nocerino, Krstcic; Estigarribia, Hernanes, Matri. All. Allegri

Per l’allenatore della nostra squadra flop è stata dura bagarre fra Allegri e Petkovic, entrambi esonerati dopo aver condotto le rispettive squadre in posizioni di classifica che non gli competono. Il modulo è il 4-3-3 del Catania fanalino di coda della classifica, e presenta fra i pali l’estremo difensore del Bologna Curci, 33 reti subite e spesso qualche errorino sulla coscienza. Linea a quattro con la coppia centrale ZapataLegrottaglie: se il Duca a Catania sembrava rinato, questa stagione pare essere nuovamente affondato con prestazione che hanno permesso a Rolin di rilevarlo nello scacchiere della difesa etnea, mentre il colombiano ha dimostrato ancora una volta di essere in difficoltà con una maglia importante come quella del Milan; lui e Mexes, assieme, han fatto più danni della grandine. Sull’out di sinistra troviamo Fabian Monzon, arrivato con tante belle parole degli esperti di calcio estero e finito a filo diretto nell’ultimo posticino in panchina dopo prestazioni a dir poco imbarazzanti, mentre sulla fascia destra troviamo Christian Maggio, autore in un avvio di campionato agghiacciante ma che si sta riprendendo di partita in partita, assimilando i dettami tattici di un maestro di calcio come Benitez.

A centrocampo il playmaker è Krstcic, arrivato alla Sampdoria con tante belle intenzioni, ma la sua FantaMedia parla per lui: il serbo si attesta di poco sopra il 5, veramente poco per chi ha velleità di giocare titolare in Serie A. Sulle mezzali troviamo Kovacic, autore di un inizio di campionato disastroso nelle presenze che è riuscito a racimolare non godendo di grande fiducia da parte di Mazzarri, e Antonio Nocerino, ormai in procinto di lasciare un Milan che non ha più bisogno di lui.

Nel tridente troviamo Marcelo Estigarribia, che due anni fa alzava lo Scudetto con la Juventus mentre adesso non riesce a farsi notare nelle praterie del Bentegodi, ed Hernanes, funambolo brasiliano da doppia cifra che sembra essersi perso negli schemi di una Lazio spaesata e priva di identità, come la la vittoria della Coppa Italia della scorsa stagione avesse cancellato sulla grinta e la cattiveria che contraddistinguevano la formazione dell’allenatore bosniaco Vlado Petkovic. La punta è senza dubbio Alessandro Matri, pagato 12 milioni di euro dal Milan e rivelatosi uno degli acquisti meno azzeccati dell’era Galliani: l’attaccante lodigiano è chiamato adesso a riscattarsi in maglia viola dopo un avvio di stagione con tanti minuti giocati ed una sola rete.

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