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Non accadeva da anni che l’Udinese venisse contestata, eppure è quello che è accaduto ieri, quando una delegazione del tifo organizzato bianconero ha chiesto ed ottenuto un confronto con l’allenatore Francesco Guidolin ed il direttore sportivo Cristiano Giarretta. I supporters friulani hanno poi puntato il dito contro i vari Roberto Pereyra, Maicosuel, Zielinski e Gabriel Silva, che a detta loro non stanno dando il massimo, oltre ad essere apparsi festanti e sorridenti in una recente foto che circola negli spazi web dedicati al club della famiglia Pozzo, cosa che fa molto dispetto all’attuale deludente quindicesima piazza occupata al momento in campionato.

IN ESTATE I PRIMI SCRICCHIOLII – C’è poco da sorridere infatti, con la classifica che piange e dice solamente +3 sopra la zona retrocessione. La rocambolesca sconfitta contro la Lazio di domenica scorsa, maturata in superiorità numerica e con due gol subiti negli ultimi dieci minuti, ha contribuito a scuotere in negativo un ambiente già segnato, e le battute di arresto in questo campionato sono ormai già 12. Davvero sembrano lontani i tempi delle tre qualificazioni consecutive in Europa, con due ai preliminari di Champions League finite entrambe al “portone d’ingresso” dei play-off contro Arsenal e Sporting Braga, come anche l’ultima esperienza continentale in Europa League persa malamente contro lo Slovan Liberec. Segnali di una crisi annunciata quest’ultima, quando l’Udinese già ad inizio stagione mostrava un calcio abulico e poco efficace.

I SINGOLI NON RENDONO – Sono in molti i giocatori a non fornire le necessarie risposte al tecnico Guidolin, che d’altra parte sembra non riuscire più a tirare fuori dai suoi uomini gli stimoli giusti. Sostanzialmente l’ossatura della squadra è in buona parte quella della scorsa stagione, con un Benatia in meno e qualche calciatore di prospettiva in più, come Bruno Fernandes e Nico Lopez, che qualcosa di buono lo hanno fatto intravedere pur essendo stati impiegati relativamente poco. Certamente l’Udinese risente del rendimento anonimo di capitan Di Natale, quest’anno non più capace di replicare alle ultime, straordinarie stagioni che lo hanno sempre visto dal 2009 al 2013 raggiungere ed anche superare con puntualità quota 23 gol. Vuoi per limiti fisici o altro, il 36enne attaccante napoletano, che comunque contro la Lazio è tornato a gonfiare la rete dopo oltre due mesi, ha annunciato poche settimane fa che a giugno smetterà col calcio. L’Udinese ha avuto anche un Luis Muriel in meno, fermato da un infortunio muscolare importante e da altri acciacchi fisici e rientrato solo di recente; anche il colombiano poi quando è sceso in campo ha fatto poco.

DIFESA COLABRODO – Chi ha deluso molto è stata la coppia di portieri Brkic-Kelava: il primo ha pasticciato molto tra i pali sin qui, offrendo prestazioni scadenti condite da parecchi errori; il secondo semplicemente sembra troppo inesperto ed insicuro per la Serie A. Risultato: 31 gol subiti e quarta peggior difesa del torneo. Difesa nella quale comunque si sta ben comportando invece il francese Heurtaux, autore già di 4 gol e che non ha fatto rimpiangere più di tanto Benatia, che oggi sta facendo le fortune della Roma. Certo, con il marocchino dietro era un’altra cosa, ma il centrale transalpino rappresenta senz’altro una delle pochissime note positive della stagione dell’Udinese. Invece nessuna buona nuova dal terzetto Neuton-Danilo-Naldo, e con Domizzi che, pur essendo molto esperto, non può farsi carico dell’intero pacchetto arretrato.

CONFUSIONE A CENTROCAMPO – Veri e propri uomini in meno sono Maicosuel, Basta e Lazzari: il primo è l’emblema della discontinuità, sembra spesso cercare delle giocate poco efficaci e fini a se stesse e secondo alcuni avrebbe già la testa in Brasile, è possibile infatti un suo ritorno in patria in prestito fino a giugno al Corinthians. Il terzino serbo sta rendendo meno in qualità delle giocate, e forse sarebbe stato giusto cederlo negli ultimi due anni potendo contare su una certa sua appetibilità anagrafica oltre che tecnica, mentre ora sembra godere di poco mercato. L’ex viola Lazzari invece rappresenta la sconclusionatezza tattica che sembra aver preso anche Guidolin: il giocatore corre, si dà da fare ma produce poco e sbaglia tanto, alla pari della colonna friulana Pinzi. Molto male anche il brasiliano Gabriel Silva, mentre sembra riprendersi lentamente l’argentino Pereyra, che però dovrà reagire alla recente contestazione dei tifosi. In generale meriterebbe più visibilità il giovane e bravo Bruno Fernandes, così come lo stesso Nico Lopez che a Livorno, nell’unica sua partita giocata per intero, è andato in gol.

INNOVAZIONE – Se le buone notizie arrivano per l’immediato futuro dalla situazione stadio, con il Nuovo Friuli che entro un anno o poco più verrà completato assicurando all’Udinese stabilità economica ed organizzativa a pieni livelli, va detto che almeno quest’anno è sembrata inefficace la politica del club improntata sullo svezzare giovani talenti pescati in giro per il mondo: perché infatti gente come Bruno Fernandes e Nico Lopez come detto ha visto il campo poche volte, con Guidolin che nei suoi cambi di modulo dal 3-5-1-1 al 4-2-3-1 proposto nelle recenti uscite casalinghe ha riservato loro poco spazio, affidandosi agli elementi più esperti ma che non hanno invece saputo ricambiare la fiducia del tecnico.

L’UDINESE E LE ALTRE – Estendendo brevemente il discorso Udinese alle altre società satelliti, sembra che sia il modello Pozzo a necessitare di innovazioni, a giudicare dai mediocri campionati di Granada e Watford: il club andaluso è decimo nella Liga spagnola, in una finora tranquilla posizione di classifica ma solo perché dietro le dirette concorrenti per la salvezza vanno molto a rilento, gli Hornets di Sannino sono invece quindicesimi dopo 26 giornate, con il tecnico campano subentrato un mese fa a Gianfranco Zola che l’anno scorso portò i gialli dei sobborghi di Londra a giocare la finale play off per la promozione in Premier League, perdendola, e che quest’anno non ha saputo allontanarla dai bassifondi della classifica di Football League.