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La storia ci dice che nel suo DNA la Juventus non ha mai avuto una predilezione per le coppe, e nemmeno sotto la gestione Conte questo trend negativo sembra essere stato invertito. Nei tre anni di gestione del tecnico leccese infatti, il bilancio delle sfide da “dentro o fuori” o, per esempio, di quelle valide per il girone iniziale di Champions League, non è certo all’altezza degli straordinari numeri in campionato. Sebbene i bianconeri siano riusciti a portare a casa due scudetti e due Supercoppe, è pur vero che l’avventura in Champions l’anno passato è terminata ai quarti di finale contro il super Bayern Monaco, mentre quest’anno la squadra di Antonio Conte non è riuscita nemmeno a superare il girone iniziale. E in Coppa Italia le cose non vanno certo meglio; se il primo anno la Juve riuscì a ottenere la finale, persa poi col Napoli, l’anno passato si dovette piegare alla Lazio in semifinale e quest’anno invece è stata la Roma a eliminare la Vecchia Signora dalla coppa nazionale ai quarti.

In totale, nelle tre manifestazioni extra-campionato sono state 14, finora le partite vinte, 7 quelle perse e 8 i pareggi per 51 gol fatti e 30 subiti. Insomma, un ruolino di marcia non degno di questa Juve da record. Attenuanti? Di certo nelle avventure in Coppa Italia ha influito il dictat di Conte di utilizzare tutta la rosa a disposizione, senza escludere nessuno, per far sì che ogni giocatore si sentisse parte integrante del progetto bianconero. Scelta che, seppur ha avuto in parte i suoi frutti nelle prime due edizioni, si è rivelata fallimentare quest’anno, tantopiù contro un avversario, la Roma di Rudi Garcia, che ha schierato la miglior formazione possibile. In Champions League invece alla Juve targata Antonio Conte dell’anno passato non gli si può rimproverare poi molto; essere prima nel girone a discapito dei campioni d’Europa in carica del Chelsea, superare gli ottavi in scioltezza contro il Celtic e poi venire eliminati dalla squadra attualmente più forte del mondo non è certo un cammino disonorevole per una squadra che non giocava la massima competizione europea da due anni. Ben diversa invece la situazione in Champions di quest’anno. In un girone nel quale la Juve avrebbe dovuto giocarsi il secondo posto con i turchi del Galatasaray, i bianconeri hanno mancato la vittoria nella gara d’esordio, stregata per certi versi, contro il modesto Copenaghen e si sono fatti raggiungere a tempo ormai scaduto da Umut Bulut nella gara dello Stadium contro la squadra turca. Poi due prestazioni discrete contro il Real Madrid, ma che fruttano solo un punto,  in seguito la gara decisiva alla Turk Telekom Arena e il resto è storia recente di una Juve targata Conte che con le coppe proprio non va d’accordo. Ora sotto con l’Europa Legaue, con finale a Torino a maggio 2014; un motivo in più per giocarsela fino in fondo e, perchè no, per guarire dal ‘mal di coppa’.

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