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Chi se lo immaginava sulla panchina di qualche top team a partire dalla prossima stagione dovrà ricredersi. Fabio Capello ha infatti ufficializzato  il rinnovo del contratto che lo legherà alla Russian Football Union fino al 2018, anno dei mondiali da disputare proprio in Russia.

AI MONDIALI COME PRIMI DEL GIRONE Il tecnico friulano siede sulla panchina della Russia dall’estate del 2012, quando prese il posto di Dick Advocaat. In meno di due anni  la nazionale russa ha fatto un vero e proprio salto di qualità. Capello è riuscito nell’impresa di riportare, per la prima volta dal 2002, la nazionale alle fasi finali di un mondiale. Qualificazione avvenuta come prima del girone, davanti al Portogallo di CR7. Ai sorteggi di fine Novembre la Russia è stata anche fortunata; pur non essendo testa di serie ha pescato avversarie alla sua portata che faranno del Girone H uno dei più aperti a qualsiasi risultato. La Russia disputerà la prima partita contro la Corea del Sud il 17 Giugno; cinque giorni dopo sfiderà l’Algeria e concluderà le partite di qualificazione il 26 Giugno contro il Belgio, probabilmente la sfida che determinerà chi sarà la prima e chi la seconda qualificata agli ottavi di finale.

FINO AL MONDIALE DI CASA La scelta della Federcalcio russa di prolungare il rapporto di lavoro col tecnico di Pieris fino al 2018 non è casuale. In quell’anno si disputeranno i mondiali in Russia e Capello avrà tutto il tempo per preparare al meglio i suoi ragazzi dato che, essendo Paese ospitante, la Russia non dovrà sostenere le gare di qualificazione. Il presidente della FRU Nikolai Tolstoy si è detto “molto contento che un manager con così grande esperienza abbia accettato di continuare il lavoro con il calcio russo”. Anche Capello è sembrato entusiasta del rinnovo; “abbiamo in mente grandi progetti e farò tutto il possibile per rendere felici i supporter della Russia” sono state le sue prime parole.
Infine l’aspetto economico; addetti ai lavori riportano che l’ingaggio di Capello dovrebbe avvicinarsi ai nove milioni di euro annui. Un altro buon incentivo a restare sulla panchina della Russia fino al 2018.

 

 

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