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La nutrita schiera di italiani che respira aria londinese è appena stata rimpinguata da altri due baldi giovani, Marco Borriello e Antonio Nocerino, professione calciatori. La “coppia” ha preso dimora nella parte orientale della city, precisamente nel London Borough of Newham, borgo della capitale inglese dove esiste una sola religione: il West Ham United.

Il club (uno dei più amati d’Inghilterra) naviga in cattive acque, è impelagato in piena zona retrocessione e allora, in questa sessione di mercato, è alla ricerca dei rinforzi giusti per evitare di tornare in Championship. I primi nomi su cui ha puntato la dirigenza degli Hammers sono stati proprio quelli degli italiani, alla ricerca di riscatto e vogliosi di uscire dal cono d’ombra che, negli ultimi mesi, li ha inghiottiti. I due calciatori campani, reduci da troppi mesi senza gioie, sono intenzionati ad esaltare i tifosi dell’Upton Park, impresa riuscita, non troppi anni fa, a tutti (o quasi..) i nostri connazionali che hanno vestito la gloriosa casacca del West Ham.

IL PIU’ AMATO – Il primo “italian-boy” a vestire la casacca dell’Academy of Football è, nel dicembre del 1998, Paolo Di Canio. In quattro anni e mezzo segna 48 gol in 118 presenze, entrando nel cuore dei calorosi tifosi della squadra grazie a prodezze come quella contro il Wimbledon, datata 26 marzo 2000.

Nella stessa stagione vince la Coppa Intertoto, viene nominato miglior giocatore dell’anno della squadra londinese e, il 18 dicembre, durante la partita contro l’Everton, si rende protagonista di uno dei più bei gesti di fair-play dell’intera storia del calcio.

Oltre all’ovazione del Goodison Park, Di Canio riceve il premio Fair Play dell’anno unito a una lettera ufficiale di encomio della FIFA, firmata da Joseph Blatter, venendo inoltre inserito dai tifosi del West Ham nell’undici ideale di tutti i tempi. Tre anni dopo, in seguito alla retrocessione del club, lascia la squadra passando al Charlton.

L’UOMO CHE NON TI ASPETTI –  Siamo nel settembre del 2008 e, a pochi istanti dallo scoccare dell’1:00 del 2 settembre (che a Londra coincideva con le 24:00 del 1º settembre, momento di chiusura del calciomercato inglese), il West Ham si assicura le prestazioni di un altro attaccante italiano, David Di Michele. L’esordio ad Upton Park è da brividi: 2 gol e un assist consentono agli Hammers, guidati per la prima volta in panchina da Sua Maestà Gianfranco Zola, di sbarazzarsi del Newcastle. A fine stagione il romano totalizza 30 presenze, condite da 4 reti, 4 assist e qualche simulazione di troppo, faticando ad entrare nel cuore dei tifosi e chiedendo di tornare in Italia a fine stagione.


LA GEMMA- 
Per un italiano che va, uno ne arriva. Dopo aver disputato la prima partita del campionato di Serie A con la maglia del Livorno il 28 agosto 2009, Alessandro Diamanti si trasferisce al West Ham, su espressa richiesta di Zola. Debuttando pochi giorni dopo nella partita contro il Wigan, il pratese diventa l’ottocentesimo giocatore a scendere in campo nella storia degli Hammers. Anche per il biondo trequartista italiano l’esordio all’Upton Park non è niente male: contro il Liverpool arriva una sconfitta (2-3), ma Alino bagna il suo debutto casalingo con un gol su rigore. Conclude la stagione totalizzando 8 gol e 6 assist in 28 partite complessive, mettendo spesso in mostra tutta la sua classe, tanto che i tifosi gli preferiscono il solo Scott Parker nella graduatoria dell’Hammers of the Year.

Ora la palla passa a Borriello e Nocerino, chiamati a convincere gli inglesi ad usare il motto “italians do it better” anche nel gergo calcistico…