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La Serie A conosce annualmente qualche giovane fenomeno in grado di far parlare di se per delle annate giocate come vere e proprie rivelazioni o per grandi exploit che durano per l’arco di una sola partita. E’ il caso del giovane attaccante scuola Bari, Francesco Grandolfo, salito alla ribalta delle cronache per la tripletta realizzata al Bologna alla sua prima partita da titolare nella massima categoria, il 22 maggio 2011, una gara che rappresentò in pratica la sola cosa bella di quella stagione dei Galletti, amaramente retrocessi in Serie B.

SARA’ FAMOSO? – Grandolfo da quel caldo pomeriggio di fine maggio fu subito additato come un predestinato, che come Nicola Ventola ed Antonio Cassano anni prima sarebbe riuscito a vestire maglie di club prestigiosi conoscendo una fulgida e lampante carriera. Ma così non è stato, almeno fino ad oggi. Il giovane Francesco Grandolfo nasce a Castellana Grotte, in provincia di Bari, il 26 luglio 1992 e muove i primi, significativi passi calcistici nella Pro Inter (la stessa società che ha plasmato Cassano) e successivamente nelle Giovanili del Bari. I pugliesi si trovano impelagati nella zona retrocessione praticamente dall’inizio del campionato, e a salvezza già aritmeticamente persa ottiene più spazio in rosa, grazie alla possibilità concessagli dal mister Bortolo Mutti, dal febbraio del 2011 subentrato all’esonerato Giampiero Ventura, che l’anno prima aveva fatto del Bari una sorprendente realtà del campionato, con il decimo posto finale nella Serie A 2009-2010 ed il record di punti nella storia dei biancorossi, ben 50.

LA SORPRESA – Ma il 2010-2011 è un anno nerissimo, con le ben note vicende del calcioscommesse che riguardano da vicino il Bari ed alcuni suoi tesserati. Non tutti i mali vengono per nuocere e qualche giovane elemento come Grandolfo in tali condizioni può trovare visibilità. Ed è appunto quel che accade, con l’esordio assoluto in Serie A datato 7 maggio 2011, in Palermo-Bari 2-1. Poi un altro spezzone di gara ed infine la partita della vita, nella quale il ragazzo realizza una bella tripletta al Dall’Ara di Bologna, riuscendo ad entrare nella storia del Bari come il primo giocatore dei pugliesi a siglare una tripletta in trasferta in Serie A, venendo poi sostituito al 26′ della ripresa. Poche settimane dopo Grandolfo deve sostenere l’esame di maturità e si ritrova accolto da numerosi giornalisti prima di entrare a scuola.

POCHE SODDISFAZIONI – Una chance per restare in Serie A gliela offre il ChievoVerona, che lo ingaggia in prestito all’ultimo giorno del calciomercato estivo 2011. Proprio il 31 agosto quindi una buona opportunità per mantenere la categoria si presenta a Grandolfo, che però non riesce ad incidere ed esordisce con i gialloblu clivensi solamente il 21 aprile 2012, subentrando all’88’ del match casalingo contro l’Udinese, giocando fino ad allora prevalentemente nella formazione Primavera dei veronesi, con mister Di Carlo che forse non lo riteneva ancora pronto per la prima squadra. E dopo i due minuti contro l’Udinese arriveranno altri spiccioli di gara all’ultima di campionato contro il Lecce, esattamente un anno dopo quella tripletta da sogno che però secondo alcuni fu agevolata da accordi poco chiari presi per aggiustare il risultato. L’anno dopo ritorna a Bari, dove c’è Vincenzo Torrente come allenatore, e nonostante un buon precampionato Grandolfo farà compagnia al tecnico di Cetara in panchina, assaggiando il campo solamente in poche occasioni.

TRITIUM E RITRITIUM – A gennaio 2013 arriva perciò il prestito alla Tritium, in Lega Pro ma anche qui il giovane talento non riesce a trovare molto spazio, giocando per lo più scampoli di gara e segnando un solo gol, il primo dopo l’ormai famosa tripletta. La squadra lombarda si salva per il rotto della cuffia dalla retrocessione ma poi non riesce ad iscriversi al torneo dell’anno successivo, e Grandolfo fa il suo ennesimo ritorno al Bari, ed anche stavolta non permangono le condizioni per un rapporto tra le parti, così il centravanti di Castellana se ne va al Savona, sempre in Lega Pro, giocando poco anche con i liguri e racimolando 2 presenze da titolare sulle 6 complessive, con un assist ed un gol all’attivo. Un infortunio ha tenuto Grandolfo fuori per un pò con gli Stiscioni, ma a 21 anni il tempo è ancora ampiamente dalla sua parte, e chissà che non lo rivedremo presto ancora in Serie A.