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Scuffet

Simone Scuffet, 17 anni e 7 mesi, prodotto del vivaio dell’Udinese, sabato scorso ha esordito in Serie A nella gara contro il Bologna. Era dal 15 luglio 1962 che un friulano non difendeva la porta della squadra di Udine, quando tra i pali volava un certo Dino Zoff.

Nato il 31 Maggio 1996 a Udine, Scuffet è il prototipo del friulano: umile, di poche parole, ma estremamente concreto. Vive con i suoi in provincia, a Remanzacco, paesino di 6mila anime del profondo Nord-Est Italia, dove si divide fra studio, allenamenti e ancora studio. Vista l’età, ovviamente, la sua storia calcistica è breve e inizia lo scorso anno, quando si rivela il miglior portiere del campionato Primavera. Le straordinarie prestazioni del “portierino” friulano non passano inosservate e Zoratto (commissario tecnico dell’Under 17) gli affida la porta della nazionale agli europei di categoria del 2013. L’Italia arriva sino in finale (perdendo ai rigori contro la Russia) e Scuffet impressiona gli addetti ai lavori, ripetendosi nell’ottobre scorso nei Mondiali di categoria. Nella massima manifestazione iridata il friulano risulta il migliore della spedizione azzurra, rivelandosi fondamentale per la qualificazione agli ottavi di finale, in particolare nelle sfide contro Costa d’Avorio e Nuova Zelanda (gara in cui neutralizza anche un rigore). Il suo nome è da allora sul taccuino dei più importanti talent-scout d’Europa, ma Simone ha i piedi ben piantati a terra e pensa solo all’Udinese come si evince dalle dichiarazioni che ha rilasciato al termine di Bologna-Udinese.

“E’ una grande emozione, tutto veloce e inaspettato, non avrei mai pensato di giocare oggi. Nel riscaldamento Brkic ha avuto un piccolo problema e mi sono fatto trovare pronto. E’ una grandissima soddisfazione per me giocare, esordire con 3 punti importanti e, soprattutto,  essere il primo friulano dopo tanto tempo a vestire la maglia dell’Udinese. Questo é motivo di grande orgoglio per me. L’esordio lo dedico a tutto il Friuli, perché questa maglia rappresenta tutto il Friuli, poi alla mia famiglia che mi é stata accanto e agli amici che mi hanno sempre sostenuto nei momenti difficili. Oggi la vittoria é importantissima per la classifica, per il morale e la prestazione di squadra: giocando sempre bene i risultati arrivano. Sono contento dell’affetto del pubblico: é un onore giocare e cerco di farlo nel migliore dei modi. Mi fan piacere le parole di Pozzo e gli attestati di stima di tutti. Se mi daranno altre opportunità, cercherò di farmi trovare pronto.”

Bravissimo tra i pali, nella lettura del gioco e dotato di forte personalità, Scuffet ha tutti i mezzi per diventare, in un futuro non troppo lontano, il miglior portiere italiano. Amici di maidirecalcio, appuntatevi il suo nome…

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