SHARE

Manaus-Stadio-Brasile-2014-620x350Sempre più nubi si addensano sul Mondiale 2014 in Brasile a poco più di 5 mesi dal via ufficiale della manifestazione. Dopo i ritardi nei lavori, gli incidenti nei cantieri e le proteste di piazza, alcuni stadi che ospiteranno le partite dei prossimi Mondiali  (12 giugno-13 luglio) sarebbero stati costruiti sfruttando il lavoro nero dei profughi haitiani. La denuncia arriva da alcuni giornali stranieri, che sono state rilanciate dal quotidiano online brasiliano Jb. È stato inoltre chiesto l’intervento del Governo brasiliano. Secondo un recente servizio del britannico Mirror news, il lavoro di centinaia di sopravvissuti al terremoto di Haiti sarebbe tutt’ora sfruttato nei cantieri dell’Arena Amazonia a Manaus (dove l’Italia disputerà la partita d’esordio del proprio girone, contro l’Inghilterra). Questi operai sarebbero sottoposti a turni di 10 ore quotidiane, per permettere al comitato organizzatore di consegnare l’impianto nei tempi utili, ricevendo un compenso equivalente a circa 6 euro al giorno. Un’analoga situazione riguarderebbe anche lo stadio di Curitiba che, a causa dei forti ritardi nella costruzione, rischia addirittura di essere escluso dalla lista degli impianti coinvolti nel torneo iridato. La denuncia stavolta è dello spagnolo “El Pais”: il giornale scrive che, ogni settimana, decine di haitiani si recano nel locale sindacato dei lavoratori edili (Sintracon) per lamentarsi dei bassi salari, delle precarie condizioni dei loro alloggi e della mancanza di condizioni di sicurezza.

SHARE