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Si è parlato tanto, in settimana, di un paragone che molti definirebbero quantomeno “scomodo”. Tutto è iniziato dal Re Leone, Gabriel Omar Batistuta: l’ex Nazionale argentino ha rilasciato un’intervista dove parlava del più e del meno. In mezzo, una domandina su Higuain. Lui risponde, senza esitazioni: “E’ più forte di Cavani“. Cinque parole che hanno fatto gelare il sangue a molti, esaltando invece altri.

Tantissimi tra i tifosi di tutta Italia, molti anche napoletani, si sono indignati per il paragone scomodo. D’altronde, il ricordo di Cavani e dei suoi gol a Napoli è ancora cristallino, anche se Higuain si sta facendo spazio nel cuore degli appassionati ed è già diventato uno dei nuovi idoli del San Paolo. Molti danno del pazzo a Batistuta. Un ex calciatore e attaccante come Batistuta, Christian Bucchi, invece rimarca il concetto: Higuain è il più forte tra i due.

Chiacchiere da bar? Forse. Provocazioni? Possibile.

E allora perché stiamo a parlare di fuffa? Un paragone tra Cavani e Higuain è praticamente impossibile. L’articolo dunque finisce qui? Neanche per sogno. A noi piacciono le cose difficili. La nostra analisi nata con il solo proposito di “capire” le motivazioni delle parti in contenzioso e spinta da spirito di immedesimazione popolare, si baserà sull’unico punto di vista vagamente credibile, ovvero quello della prima stagione napoletana di entrambi gli attaccanti. E dunque, Cavani vs Higuain sia, con tutte le variabili, le attenuanti e le statistiche del caso.

– PASSATO E PRESENTE: Iniziamo la nostra analisi dal contesto nel quale Cavani ed Higuain sono stati prelevati ed, in seguito, quello che hanno trovato a Napoli. Edinson Cavani fu preso inizialmente per fare concorrenza a Fabio Quagliarella (poi, in effetti, per sostituirlo definitivamente). Il giocatore era di proprietà del Palermo di Zamparini e venne ceduto agli azzurri per 17 milioni. Il Palermo, che oggi è la capolista della B e attende di ritornare tra le grandi d’Italia, all’epoca era un’ottima squadra di media classifica che ambiva a posizioni di alto rango. Un Torino o un’Udinese odierni, per intenderci. La tipica squadra che poteva dare fastidio a tutti. Nel corso del campionato precedente, Cavani aveva siglato 15 gol in 37 partite tra Campionato e Coppa Italia, risultando dunque uno dei giocatori di punta della compagine, portandosi però la nomea di “sprecone” sotto porta. Al suo approdo a Napoli, trova una squadra buona ma sicuramente non al livello di quella attuale: 3-5-2 Mazzarriano, gente come Aronica, Gargano e Yebda titolare, i soli Lavezzi ed Hamsik come giocatori di punta. Mazzarri lo plasma punta letale, ed in effetti è Cavani ad alzare il livello qualitativo della squadra ed a trascinarla verso i traguardi degli anni successivi, con una crescita esponenziale e veloce.

Completamente opposta la situazione di Higuain: El Pipita è reduce dall’ultimo anno ai Blancos di Madrid sempre in perenne competizione con Benzema. Nella sua carriera Madrilena ha bucato la porta 121 volte, 18 nell’ultima stagione. Benzema è il cocco di Perez e Gonzalo ha da cercare spazio altrove. Il Napoli crede in lui e sborsa 37 milioni più bonus per portarlo al San Paolo e far dimenticare Cavani. Un prezzo esagerato, per molti appassionati e addetti ai lavori. Cosa trova Higuain? Un allenatore di fama internazionale (Benitez), una squadra rinnovata radicalmente ma più forte della precedente e un modulo che per gli altri compagni risulta nuovo ma che per lui è un dejà vù. Nonostante ciò, l’impatto di Higuain è notevole, essendo la punta centrale titolare e l’attaccante con più esperienza internazionale all’interno del gruppo. In più, Higuain viene visto come il calciatore che può far compiere al Napoli il “salto di qualità”, sia dal punto di vista del gioco che da quello della reputazione (ed i numeri del merchandising partenopeo all’estero attestano la bontà della cosa)

DIAMO I NUMERI – Adesso arriva la parte divertente (o demotivamente, dipende se amate le statistiche o meno). Analizziamo per filo e per segno la prima stagione azzurra di Cavani e l’attuale metà stagione appena passata da parte del Pipita.

El Matador non è ancora conosciuto a livello europeo e ci sono dei dubbi anche per chi segue il campionato nostrano. Il ragazzo ci mette però pochissimo a dare del Tu alla porta, difatti timbra il cartellino subito nei playoff di Europa League contro l’Elfsborg (gli stessi che poi sanciranno la rottura con Quagliarella, che poi andrà alla Juventus a fine mercato). Prima di campionato, subito in gol (fantasma) contro la Fiorentina. I numeri sono impressionanti: 5 partite, 5 gol. 8 gare, 9 segnature. La prima tripletta (di una lunga serie) arriverà in casa dell’Utrecht nei gironi di Europa League. La seconda sarà quella contro la Juventus nel 3-0 che fece eccitare tutti i partenopei. In mezzo, il gol qualificazione al 93′ contro la Steaua Bucarest, che manda il Napoli ai Sedicesimi di Europa League. Tra doppiette e triplette, Cavani dispensa gol a raffica ed eguaglia il record dei 22 gol in un solo campionato con la maglia azzurra di Antonio Vojak, che resisteva da qualcosina come 78 anni. Lo straccia qualche settimana dopo (indovinate come? Si, con una tripletta). La stagione di Cavani è trionfale: trascina da mattatore, anzi, da Matador il Napoli ai gironi di Champions League e si propone come uno dei possibili attaccanti monstre del futuro. In totale, Cavani siglerà 33 reti in 47 presenze complessive nella stagione 2010-2011, avvantaggiato anche dal fatto di essere l’unica risorsa di reti della squadra, che gioca sostanzialmente con il solo obiettivo di metterlo in condizione di segnare. La scommessa è ormai in procinto di diventare realtà, e per Cavani si aprono le porte dell’Europa che conta. La consacrazione è cosa fatta.

Approccio differente dobbiamo riservare a Gonzalo Higuain: El Pipita è un attaccante ormai affermato. Ovunque abbia giocato si è tolto lo sfizio di segnare e l’esperienza in competizioni intercontinentali è ormai appurata. A Madrid sono scontenti della sua cessione, in Italia invece molti lo considerano già un pacco. Nel precampionato l’ex Real fa fatica a trovare la condizione, complice la stazza fisica importante e i mancati allenamenti con il suo ex club quando ancora cercava sistemazione. Lo si vede un po’ impacciato, lento, e subito iniziano a piovere i giudizi negativi. La prima gara contro il Bologna però dimostra che le critiche sono ingiuste: Higuain non trova il gol ma lo sfiora più volte, reggendo benissimo l’attacco del Napoli e vedendosi annullare ingiustamente la prima segnatura italiana. La stessa però non tarda ad arrivare, poiché al termine della seconda giornata El Pipita segna il gol del 2-4 in casa del Chievo Verona (alla faccia dello scoglio e dei punti di sutura). Le prestazioni salgono di valore: dopo un piccolo infortunio e qualche gol decisivo in Campionato, arriva anche la rete in Champions nella trionfale notte settembrina contro il Borussia Dortmund. La doppietta al Torino e quella al Marsiglia sono tra le più importanti dell’inizio di stagione. Bellissimo, quanto inutile, il gol contro l’Arsenal. Il pubblico però l’ha conquistato con le lacrime a fine gara. Higuain è innamorato di Napoli e si vede, i tifosi apprezzano la sua esposizione mediatica continua (cosa che Cavani, ad esempio, non si era mai premurato di fare, scegliendo sempre la strada della dichiarazione diplomatica). Un po’ di crisi colpisce lui e la squadra, poi arrivano la doppietta al Milan e soprattutto le reti in Coppa Italia contro Lazio e Roma che portano Benitez e i suoi compagni alla Finale di Coppa Italia da giocarsi a maggio contro la Fiorentina. Di conseguenza, al suo primo anno, El Pipita ha già l’opportunità di giocarsi un trofeo con la sua nuova compagine. Vi state annoiando, lo so, eccovi i numeri: al 13 Febbraio, Higuain ha messo la palla in rete 19 volte in 32 partite totali. Nello stesso periodo, Cavani ha siglato più o meno le stesse reti, giocando però un numero maggiore di match. Siamo in linea, dunque. Higuain può raggiungere i numeri di Cavani alla prima stagione, se non superarli? Si, perché no.

CONCLUSIONI – A cosa possiamo giungere adesso? I due praticamente si equivalgono, questo lo dicono i numeri. Ma noi vogliamo sapere chi è il più forte. Diamo un occhio alle qualità di questi due centravanti.

Cavani è un attaccante dotato di una tecnica buona ma non eccelsa, molto rapido negli spazi ampi e possiede praticamente tutto ciò che si può chiedere ad una punta a livello di repertorio: colpi di testa, destro, sinistro, punizioni, tiro da fuori e chi più ne ha più ne metta. Pur segnando tantissimo, però, ha palesato anche una clamorosa abilità nello sbagliare spesso gol facili e un problematico rapporto con i rigori da calciare, spesso preda di portieri o della curva. In Nazionale e al Palermo Cavani spesso non giocava prima punta come nel Napoli, di conseguenza conosce svariate posizioni d’attacco e le padroneggia tutte più o meno bene. Nel suo periodo napoletano ha evidenziato anche le sue qualità di ripiegamento difensivo onnipresente e, specialmente, di corsa e di una condizione atletica formidabile. Cavani subisce pochi acciacchi fisici ed è una vera macchina da guerra in allenamento e in partita. Il suo fisico sembra resistere a tutto. Adattabile a diversi stili tattici, è quello che potremmo tranquillamente definire un attaccante moderno, adatto al calcio di oggi.

Higuain differisce leggermente per caratteristiche, ma non così tanto: E’ si un attaccante d’area di rigore, ma gli è capitato anche di giocare esterno o seconda punta. In possesso di ottimi mezzi atletici e fisici, in quanto a velocità soffre molto le ampiezze ma negli spazi stretti diventa praticamente imprendibile se gli si fa carburare lo scatto. Difatti, a dispetto di quanto si possa pensare, Higuain risulta attaccante micidiale anche nei contropiedi. Dal dischetto è apparso sempre abbastanza freddo, anche se non abituatissimo a calciare dagli 11 metri. Lo stesso Diego Armando Maradona lo ha definito un attaccante completo, ritenendolo un ibrido tra Crespo e Batistuta. Higuain non si sbatte eccessivamente nel ripiegamento offensivo, ma ovvia a questa piccola mancanza con una straordinaria visione di gioco che gli consente di mettere spesso i compagni davanti al portiere. A chi sostiene che “Higuain segna poco”, ricordiamo anche che insieme a tutti i gol segnati, il Pipita ha messo a segno ben 8 assist da quanto veste la maglia azzurra. Il Napoli è ormai una cooperativa del gol e l’attaccante argentino, oltre a segnare, molto spesso regala la soddisfazione del gol anche agli altri.

Ormai non ne potete più. Avete letto di tutto e volete una risposta: ma insomma, chi è più forte tra Edinson Cavani e Gonzalo Higuain?

Non lo sappiamo.

Noi vi abbiamo dato numeri, statistiche, impressioni. Abbiamo messo in coppia due calciatori che è veramente impossibile accostare. Se vi dicessimo che è più forte uno o l’altro, probabilmente finiremmo per sbagliare a prescindere. Siamo sicuri che, alla fine, la risposta sia nel vostro cuore. C’è chi con sé porta un Matador, chi un Pipita. L’unica certezza che possiamo darvi è di una banalità disarmante: Cavani ed Higuain sono due campioni straordinari che, con i loro gol e le loro giocate, stanno contribuendo a rendere più bello il calcio di oggi.

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