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Trasferta ancora nefasta quella di Catania per la Lazio che va incontro anche quest’anno, come l’anno scorso, a una sonora e meritata sconfitta. Primo passo falso della gestione Reja che non permette ai biancocelesti di avvicinarsi al sesto posto occupato dal Verona, che varrebbe l’Europa League. Tre punti fondamentali per il Catania che con questa vittoria si porta fuori dalla zona retrocessione, in attesa di Chievo, Livorno e Sassuolo impegnate tra poco.

LA PARTITA – Neanche il tempo per il pubblico di accomodarsi sugli spalti ed è già festa al Massimino: bastano 42 secondi a Castro per accentrarsi dalla sinistra e mettere in mezzo un pallone colpito di controbalzo con l’esterno destro da Mariano Izco, che lo infila alle spalle di Berisha dopo aver colpito il primo palo. La Lazio però non si scompone e al quarto minuto una punizione di Mauri esce di poco. I primi minuti sono intensi e al 7′ un contropiede orchestrato da Barrientos permette a Berisha di mettersi in mostra con un tuffo plastico a sventare il tiro a giro col mancino del giocatore argentino. La risposta della squadra di Reja sta tutta nella conclusione tenuta bassa da Biglia un minuto dopo che esce di poco alla destra di Andujar. I ritmi si abbassano e il gran caldo della città siciliana sembra avere il sopravvento sulla brillantezza dei primi minuti di gara. Gara che si riaccende al minuto 24, quando l’assistente dell’arbitro annulla, giustamente, per fuorigioco un gol a Keko, entrato a sostituzione dell’infortunato Barrientos, sulla precedente respinta di Berisha. E un minuto dopo ancora Berisha protagonista sulla punizione mancina di Lodi dai 25 metri, sventata a mano aperta dal portiere albanese. Nei minuti precedenti al fischio finale del primo tempo la partita vive di lampi improvvisi, e uno di questi è quello di Candreva che trova il fondo nel primo dei due minuti di recupero, e mette in mezzo un pallone sul quale si avventa di testa Mauri che lo mette in rete complice un intervento non proprio perfetto di Andujar. La ripresa è condizionata dal grande caldo, subito in particolar modo dalla Lazio. Come nel primo tempo è il Catania che mette in chiaro le cose e trova il vantaggio grazie al calcio di punizione dalla sinistra di Lodi rientrare, sul quale interviene in tuffo Spolli che segna vincendo il contrasto con Dias; tutto questo già al secondo minuto. La squadra di Reja subisce il vantaggio del Catania e non riesce ad imbastire alcuna reazione. L’ingresso di Gonzalez per l’evanescente Biglia non porta i frutti sperati e la squadra capitolina va ko al 12′; grande azione di Peruzzi che si fa tutto il campo e arrivato al limite dell’area serve Keko che gli riserve il pallone al centro, e a questo punto il terzino argentino non può sbagliare facendo esplodere di gioia del Massimino per il doppio vantaggio. Reja rivoluziona la squadra con l’ingresso di Keita e Felipe Anderson con il passaggio al 4-3-3, ma la reazione tarda ad arrivare, complice anche il passaggio alla difesa a 5 della squadra di Maran con l’uscita di Castro e l’ingresso di Rolin. Gli unici pericol infatti che crea la Lazio sono un colpo di testa di Klose a lato di poco al 32′, e dieci minuti dopo un tiro dalla distanza telefonato di Candreva. Entra anche Perea e i biancocelsti passano al 4-2-4  ma il risultato non cambia; è festa per il Catania mentre la Lazio subisce un brutto stop in vista dell’impegno di Europa League di giovedì contro il Ludogorets.

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