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Albertini

 

Demetrio Albertini, doppio ex di Atletico Madrid e Milan, ha rilasciato una lunga intervista ai microfoni di “As”. Ecco la traduzione di Maidirecalcio.com:

Lei è una leggenda vivente del Milan, con il quale vinse due Champions, ma ha giocato un anno nell’Atletico. Il duello sarà speciale?

— “Sì, lo è. Negli ultimi anni lo è stato anche quando il Milan ha affrontato il Barcellona, dove io ho giocato. Devo dire che il mio cuore è per il Milan perché significa 20 anni della mia vita, ma un pezzetto è riservato anche all’Atletico. Ho buoni ricordi, sia del club sia di Madrid, una città meravigliosa”

—Ricorda il gol che ha segnato al Bernabeu all’ultimo minuto e la reazioni di Luis Aragones, deceduto pochi giorni fa.

—”Sì, fu un grande episodio della mia vita. Ho avuto la fortuna di lavorare con Luis, un grande tecnico e una grandissima persona, e di segnare in una partita molto speciale come il Derby. Non dimenticherò come Luis celebrò il gol e la reazione di Gil sul palco”

—Da quel Atletico a quello di oggi c’è un abisso. 

Il club si è modernizzato e la squadra lotta con i migliori. Ha vinto l’Europa League e la Supercoppa. Sa, io ero in tribuna in queste due partite, in quanto appartenendo alla Federazione Italia collaboro anche con la UEFA, così mi sono congratulato con Miguel Angel Gil”

—E ora incontra il suo Milan. L’Atletico sta meglio. 

—Sì, l’Atletico è favorito, però non dimentichiamo una cosa. La Champions è la casa del Milan. Sono sette Coppa dei Campioni, la storia è lì. L’Atletico sta facendo una stagione impressionante, mantenendo la vetta con il Real Madrid e Barcellona e giocando con molta determinazione. E’ molto pericoloso e ha fiducia nei suoi giocatori”.

—Como dovrebbe giocare il Milan per fare male?

—Non sono l’allenatore, non è il mio ruolo. Questo lo dobbiamo domandare a Seedorf. L’Atletico sembra una squadra argentina o italiana dopo l’arrivo di Simeone. E’ durissimo. Nonostante tutto ha una squadra equilibrata. Il tecnico ha trasmesso uno stile e un carattere molto definiti. Equilibrio e carattere sono l’impronta dell’Atletico.

—Sarà un duello tra due giovani attaccanti: Costa e Balotelli?

—Entrambi hanno dimostrato in questo fine settimana quello che sono capaci di fare. Sono due calciatori con una qualità impressionate però credo che loro due sanno che senza squadra non sono nulla”.

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