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Il Parma dei miracoli, quello degli anni ’90 capace di stupire l’europa vincendo due Coppe Uefa, una Supercoppa europea, una coppa delle Coppe e tre coppe Italia, sfiorando un clamoroso scudetto nella stagione 1996/97, è rimasto nella mente di tanti appassionati che non hanno dimenticato il miracolo gialloblù della gestione Tanzi, finita poi con il crack Parmalat. A distanza di più di dieci anni, oggi la storia potrebbe ripetersi.

Sì, perché sulla via Emilia, il Parma è tornato ai livelli che gli competono  sotto la gestione oculata di Tommaso Ghirardi e le scelte di mercato di Pietro Leonardi, oltre che, soprattutto, sotto la guida tecnica di quel Roberto Donadoni, troppo in fretta dimenticato dal gotha del calcio italiano dopo l’esperienza, nemmeno tanto negativa, degli europei del 2008. E’ una squadra solida e spettacolare quella dell’ex commissario tecnico azzurro, capace di inanellare ben dodici risultati utili consecutivi che l’hanno portata dritta dritta al sesto posto che, dopo l’approdo in finale di coppa Italia della Fiorentina, vuol dire Europa League.  L’ultima sconfitta dei ducali è datata addirittura 2 novembre 2013, quando al Tardini si arresero solo alla Juventus, creandole non pochi grattacapi. Da quel momento in poi sono arrivate sei vittorie e sei pareggi. Un cammino praticamente perfetto che tiene aperta la seconda migliore striscia positiva del campionato dopo quella della Juventus. In mezzo c’è stato il rinvio della partita di Roma dove, comunque, c’è da giurare che gli uomini di Donandoni avrebbero venduto cara la pelle.

La vera forza dei gialloblù sta in un perfetto mix di organizzazione e talento fondato su giocatori estremamente funzionali al progetto. A partire dal portiere Mirante che si sta confermando come uno dei migliori numeri uno del campionato. Davanti a lui una difesa a tre, poco appariscente, ma di grande sostanza ed esperienza in cui Cassani, Paletta e Lucarelli stanno vivendo una seconda giovinezza. La mediana, poi, è il fiore all’occhiello di questa squadra. Marchionni reinventato regista da Donadoni sta dimostrando di poter incidere ancora tanto, aiutato dalla quantità e qualità di Gargano e dall’esplosione di Parolo. A destra poi il sogno proibito delle grandi, Biabiany, garantisce un cambio di passo che in quella zona di classifica non vanta nessuna squadra,  mentre a sinistra prima Gobbi e ora Molinaro possono dare sostanza e corsa. Discorso a parte per l’attacco dove i colpi di genio di Cassano sono un lusso che sta pagando, così come i ritorni di Amauri e Palladino. Senza dimenticare che in panchina ci sono signori giocatori come Pozzi e Galloppa.  Un mix perfetto, quindi, tra la sapienza in sede di mercato, il talento dei calciatori e l’umile bravura di Donadoni. Ora l’Europa è alla portata, sta ai gialloblù portare a termine il miracolo.

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