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Federico-Bernardeschi

Si chiama Federico Bernardeschi, è nato nel 1994, è mancino e di professione fa il giovane fenomeno. Nato a Carrarara, Bernardeschi è una seconda punta/trequartista/ala di proprietà della Fiorentina, cresciuto nel settore giovanile viola e, da quest’estate passato in prestito al Crotone a farsi le ossa.  Proprio in Calabria il ventenne toscano ha mostrato di essere già ad un livello molto alto, confermando tutto quanto di buono si diceva su di lui tra gli addetti ai lavori. 22 presenze e 8 gol, questo il bottino del numero 29 pitagorico che, al di là dei numeri, ha dimostrato di avere una varietà di colpi invidiabile. Schierato da Drago come punta esterna di destra nel suo 4-3-3, Federico si è subito esaltato abbinando dribbling a rientrare sul piede forte per calciare e discese sul fondo per crossare o cercare l’imbucata per i suoi compagni. Inoltre ha fatto vedere di avere un tiro potente e preciso, anche su calcio piazzato, che ricorda molto il modo di calciare del suo idolo, Alino Diamanti.

In estate era stato a un passo dal Manchester United ma Federico, ragazzo con la testa ben salda sulle spalle, ha preferito restare a Firenze per poter crescere con più tranquillità, accettando con entusiasmo il passaggio al Crotone e la prospettiva di giocare tra i professionisti dopo aver incantato con la primavera della Fiorentina della quale era il capitano e numero dieci. Insomma più che a farsi le ossa, Bernardeschi a Crotone sta facendo mangiare le mani a chi non è riuscito a prenderlo come nel caso del Manchester United o a chi non ha avuto il coraggio di riprenderselo, la Fiorentina. Già perché se si può trovare un difetto al cammino della Viola in questo campionato va cercato nel reparto offensivo falcidiato dagli infortuni. Ovvio che in estate non era preventivabile, ma a gennaio con Gomez fuori a tempo indeterminato e Rossi fresco di un nuovo infortunio, un pensiero verso Crotone poteva essere rivolto. Certo, è arrivato Matri e si è voluto puntare ancora su giovani talentuosi come Rebic e Matos, ma una chance forse l’avrebbe meritata Bernardeschi e, visto il suo rendimento al Crotone, non si può non chiedersi se alla Fiorentina non sarebbe servito come il pane il mancino che di professione fa il fenomeno.

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